Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Ultimi articoli

La quiete della mente è nel cuore.

”La quiete della mente è nel cuore, il posto dove la mente può fermarsi è nel cuore.
L’unica cosa che la mente ascolta tutto il giorno è il frastuono e il rumore e le discussioni. Ma tutto ciò che vuole è la pace. L’unico luogo dove la mente troverà mai pace è nel silenzio del cuore. E’ lì che bisogna andare. ”

Su 25, Innocenza.

wise woman

49 -Tempo di Cambiamento

Qual è il nutrimento fondamentale per l’anima? Differisce da una creatura all’altra, ma ci sono alcune combinazioni… Per certe donne l’aria, la notte, la luce del sole e gli alberi sono necessità assolute, per altre le parole, la carta e i libri sono le sole cose che possono saziarle. Per altre il colore, la forma, l’ombra e l’argilla sono l’assoluto. Alcune donne devono saltare, inchinarsi, correre, perché la loro anima vuole ardentemente la danza. Altre ancora la pace all’ombra di un albero. Viene il tempo nel processo di individuazione in cui la minaccia e il trauma sono cose del passato. E poi viene il tempo di andare oltre la sopravvivenza , di guarire e fiorire.Fiorire significa porsi in occasioni di ridondanza, di nutrimento, di luce e quindi nelle condizioni di fiorire, di buttare foglie e boccioli. – Dr. Clarissa Pinkola Estes.49 rivoluzione

Il mescolarsi di ombre e luci nella coscienza

Il Puro Yang (l’Esagramma 1), si riferisce alla pura coscienza. Nell’alchimia taoista  yang e yin sono simbolizzati come i due  livelli opposti, quello spirituale e quello materiale, che pur essendo separati come essenza interagiscono  l’un l’altro. Il Puro Yang è totalmente libero dallo yin ed è perciò molto diverso dagli altri falsi yang che, mescolati con lo yin, sono macchiati e incompleti. Quando siamo nel Puro Yang  ci troviamo  in un elevato stato psicofisico pronto ad attualizzarsi nella vita reale, ed è completamente positivo. Solo nel Puro Yang l’agire si manifesta libero, disinteressato ai fini egoistici, pronto per far parte dell’universo con la sua carica evolutiva, corretta e karmicamente positiva. Nel taoismo le sei linee intere del Puro Yang sono l’immortalità spirituale,  il coronamento della pratica.  A livello sottile e della coscienza stiamo attraversando  un’esperienza picco, un’illuminazione,  dopo la quale c’è l’integrazione di questa esperienza culmine nella vita quotidiana: l’interno si manifesta nell’esterno, unificando ogni discordanza. Nella meditazione è simile alla scoperta dello  stato primordiale della mente, o alla liberazione finale dell’adepto che lascia il mondo (lo yin puro, la materia). Gli alchimisti taoisti si riferivano a questo passaggio come a ‘ascendere al cielo in pieno giorno’ (Cioè un giorno senza ombre, pienamente chiaro, senza yin). L’oscurità totale, il Puro Yin, (il 2) ha la sua ragione d’essere in quanto differente, senza il quale neppure il Puro Yang farebbe alcunché, manifestando al vuoto la sua positività dirompente. E come potrebbe essere positiva, se non ha termini di paragone negativi? Opposti in tante manifestazioni della vita, lo yin e lo yang quando sono puri si rispecchiano l’un l’altro. La loro prerogativa è di completarsi a vicenda, di includersi l’un l’altro, mentre solo i falsi yin e yang si oppongono tra loro e si isolano.  Lo yang è sinonimo di forza, fermezza, creatività; squilibrato, cioè mescolato male con lo yin, diventa forza, aggressività, arbitrarietà. Lo yin è sinonimo di sottomissione, obbedienza, ricettività, flessibilità; squilibrata, diventa debolezza, mancanza di autonomia, servilismo, dipendenza. Raffinare da questo muscuglio di sofferenze il vero yin e il vero yang diventa allora il compito dell’alchimia interiore e dei praticanti.

Wei Po Yang, ai tempi della dinastia Han (23- 220 dc), dopo aver ottenuto il Tao, insegnò ad usare IChing come mezzo per distinguere il falso dal vero, utilizzando le linee e le loro combinazioni per distillare ‘l’essenza e la vita’.

Wei Po yang, il ‘padre’ dell’alchimia interna.

Movimento e quiete

Lo spirito e la materia si alternano,  uno aumenta quando declina l’altra,

svanendo e apparendo nelle loro combinazioni

producono la quiete e il movimento nelle cose.

La notte e il giorno sono i tempi di quiete e movimento del corpo.

Ogni cosa, inclusi l’avanzare e il ritirarsi di una persona,

il sorgere e lo svanire dei pensieri,

le fortune e le incertezze del mondo,

il successo e il fallimento nei compiti,

tutto riguarda lo svanire e l’apparire di movimento e quiete.

Se osservi quando si alternano movimento e quiete,

puoi vedere gli innumerevoli  cambiamenti di innumerevoli eventi

e le condizioni di innumerevoli esseri.

Quando sei consapevole nei momenti di riposo,

sei attento nei momenti di movimento.

Se hai padronanza di te nei momenti di riposo,

puoi essere deciso nei momenti di movimento.

Se hai stabilità in tempi di riposo, le azioni non porteranno a risultati sfortunati.

La quiete è il fondamento del movimento, il movimento è il potenziale della quiete.

Quando non ti perdi più nella differenza tra movimento e quiete,

il tuo percorso sarà illuminato.

Il Libro dell’ Equilibrio e dell’Armonia

La pratica di Tsogyel

Quando la grande yogini Yeshe Tsogyel stava per morire, tutti i suoi discepoli e discepole si radunarono intorno a lei e cominciarono a disperarsi. Tsogyel allora iniziò a trasmettere tutto ciò che aveva capito durante la sua vita, consegnando ai suoi più intimi amici gli insegnamenti finali, acquisiti nel lunghi anni di viaggi e di pratica. Spiegò come nella sua vita non avesse mai rifiutato nessuna esperienza, vivendo ciascuna come un passaggio verso la liberazione. Figlia, madre, amante, consorte, moglie, eremita, aveva vissuto tante vite insieme, in un’esistenza ricchissima di avvenienti sia fisici che spirituali. La grande yogini aveva attraversato ogni momento con in mente l’unico desiderio profondo: dimorare stabilmente nella realtà fondamentale. Yeshe Tsogyal aveva seguito sempre le istruzioni di Padmasambhava, il suo consorte tantrico (o controparte maschile/animus) e Maestro, identico al suo Stato Naturale, personificazione di una Saggezza priva di macchia, onnisciente e al di là di ogni concetto, che ognuno di noi possiede. Ogni momento il Guru la guidava – così come in ogni momento guida noi, che invece spesso ci opponiamo, razionalizzando e scegliendo in base al pensiero dualistico: giusto/sbagliato, vantaggioso/svantaggioso. Yeshe Tsogyel decideva seguendo un’altra via, quella sconfinata presenza che passo dopo passo, volta dopo volta, ci richiama per connetterci ad essa, realizzando la nostra vera natura. Le esperienze diventano ornamenti, la vita un campo di pratica, il corpo, parola e mente mezzi per liberarsi.

Istruzioni finali di Tsogyel:
” Per pietà! Ascoltatemi o miei fedeli tibetani!
Dite alla gente che mi sono riassorbita nello spazio interno, la base onnipresente,
e che i dolori e le pene della corporeità sono cessati.
Dite loro che Tsogyel mortale alla fine ha raggiunto uno stato immacolato,
e che l’agonia e l’estasi dell’incarnazione sono terminati.
Dite loro che il corpo illusorio di carne e sangue è stato trasfigurato
e le diagnosi, le prescrizioni, la moksa, i salassi e gli aghi roventi non sono più necessari.
Dite loro che quando la verità dell’impermanenza si manifesta
ciò che sembra concreto e permanente svanisce.
Dite loro che la fine del viaggio è un corpo di luce
e questo nero cadavere, questo fagotto di muco e acqua scompare.
Dite loro che Ama Tsogyel si è dissolta nella A primordiale,
e i pianti dell’ angoscia sono cessati.
Dite loro che l’esterno e l’interno, la madre e il figlio si sono riuniti
e la materia superflua, la carne e il sangue, è svanita.
Dite loro che la compassione del Lama non viene mai meno;
le sue molteplici apparizioni danno il benvenuto in tutto l’universo.
Dite loro che questa donna incorreggibile, questa donna impudica priva di inibizioni,
ha raggiunto l’impossibile nove volte di seguito.
Dite loro che questa figlia del Tibet, questa detestabile zitella,
ora è la Regina dell’essere assoluto e vuoto di Kunzang.
Dite loro che questa donna, senza limite in quanto a inganno e presunzione,
è ruscita nel suo ultimo inganno ed è andata nel sud.ovest.
Dite loro che questa donna passionale, ripetutamente caduta nel suo labirinto di intrighi,
grazie agli intrighi è svanita nella sfera dello spazio interno.
Dite loro che questa vedova del Tibet, rifiutata dai tibetani,
ha catturato lo stato della Buddhità.
Adesso non disperate! Pregate di ricevere il flusso di grazia!
Tsogyel non abbandonerà mai i fedeli!
Quando mi pregherete, sicuramente apparirò.
Perciò amici, tornate alle vostre case e pregate!
Possa la vostra felicità e fortuna crescere!

Da K.Dowman- La danzatrice del cielo

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