Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Quando ti ho dimenticato, Tu che non hai nome?

esenzialeLa storia antica è quella dell’Anima straniera, che gettata nel mondo e divenuta prigioniera dei suoi

allettamenti terreni, si perde in esso fino ad ubriacarsene, fino a dimenticare del tutto la sua Origine divina e

a dimenticare, persino, quella stessa dimenticanza. Nella prigione cosmica custodita dagli Arconti, fedeli

servitori del principio del Male, l’uomo vive il dramma della sua estrema lontananza da Dio e da se stesso,

finché un Messaggero divino si fa strada nell’oscurità del mondo, per rivelare all’uomo una conoscenza in

grado di salvarlo. Da quel momento le anime di alcuni uomini cominciano il proprio risveglio, che consiste,

innanzitutto, in un senso di estraneità/alienazione rispetto al mondo e agli altri uomini. La struggente

nostalgia che essi provano per l’autentica dimora di luce divina di cui essi furono, in tempi precosmici,

abitatori, li porta ad intraprendere un viaggio di ritorno, pieno di insidie e pericoli, perché costantemente

minacciato dalle forze del Male

: dall’oscurità alla luce, dalla materia allo spirito, dalla molteplicità all’unità,

il pneuma dell’uomo, al termine del viaggio, si ricongiunge al Pleroma del fuoco divino, da cui un tempo,

per una colpa originaria, si staccò come una scintilla «impazzita», che, tuttavia, non si spense mai del tutto.

Maria Gloria Vinci.

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