Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

C’è dolore o proiezione?

 ‘Potete considerare il dolore come dolore, oppure come una parte delle vostre proiezioni, cosa completamente diversa. Se considerate il dolore come una sfida proveniente dall’esterno, cioè come un agente esterno, anche se vi ci abbandonaste totalmente, ciò equivarrebbe ad un suicidio. Se invece riuscite a coinsiderarlo come qualcosa che è lì in voi stessi, e che fa parte del vostro stato mentale, decidendo nel comtempo di non volerlo più alimentare, allora è tutta un’altra storia!”

Chogyam Trungpa.

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