Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Tutto e tutti, niente e nessuno.

Diciamo che c’è il Tutto e
ha sapore di generico, parola senza impegno,
da accettare a scatola chiusa.
Così come quei Tutti,
anonimi, personaggi senza identità.
Come è difficile dire semplicemente
che sentiamo l’amore
per una persona
e anche per noi stessi.
Non è sbagliato amare.
Non è sbagliato accettare.
Ma per una oscura vergogna di ciò
-debolezza, paura e prigione-
diciamo l’ indefinito
Tutto e tutti,
forse intendendo
niente, nessuno.

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