Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

La debolezza è sublime, la forza è spregevole.

” La debolezza è sublime, la forza spregevole. Quando un uomo nasce, è debole ed elastico. Quando muore è forte e rigido. Quando un albero cresce, è flessibile e tenero; quando diviene secco e duro, esso muore. La durezza e la forza sono le compagne della morte. La flessibilità e la debolezza esprimono la freschezza della vita. Perciò chi è indurito non vincerà. “ ( Lao-Tze )
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Non dobbiamo avere paura di mostrarci deboli. A volte è la tenerezza ciò che l’altro ha bisogno di ricevere. E noi abbiamo bisogno di esprimerla. Rigidamente blocchiamo il dolore con altro dolore, lo fermiamo, lo chiudiamo in un ferro e lo tramutiamo in pietra sterile per non sentirlo più.Diciamo: so che sei confinato lì e non voglio vederti, non verrò mai più da te. Come un macigno resta in mezzo alla coscienza, inamovibile: non si sposta, come un atto di accusa alla nostra incapacità di farne qualcosa. Cosa si può fare con una pietra dura? Lucidarla, osservare che dietro a quella miseria impolverata e inguardabile, ci sono scie e sfumature e particolari. Il dolore del rifiuto che diventa comprensione del bisogno dell’altro. La sofferenza dell’abbandono che diventa l’allontanarsi verso nuove possibilità. Un braccio di ferro eterno tra noi e il dolore, durezza contro più durezza, alla fine il più forte sconfiggerà il più debole. E chi vince avrà perso comunque, avrà perduto l’altro. Il debole accoglie, e ci vuole immensa forza per accogliere. Il duro è staticamente lì: come aspettasse. Non ci accorgiamo che la maggiore sofferenza è non riuscire ad abbracciare quella parte così atrofizzata e immobile in noi, rigida e impaurita che si erge come un monolito nella coscienza, chiedendo amore. Addolcire le ferite con ciò che è lieve: carezze, lievissimi cenni e sorrisi. Diciamo: ti riconosco, so che cosa stai chiedendo, stai chiedendo amore. Banalità? No.La tenerezza e la debolezza sono le cose dimenticate, nascoste sotto la scorza della rigidità, del rifiuto e della paura.

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