Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Se mi deludi, ti distruggo – Joan Halifax

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Parlando dell’ Illuminazione: la mia sensazione è che di solito proiettiamo la nostra natura risvegliata (e nostri aspetti peggiori) sugli altri. L’intero progetto spirituale umano è fondamentalmente uno sforzo relativo al recupero delle nostre proiezioni e scoprire chi siamo veramente. Troppo spesso, poniamo la nostra natura di buddha in un insegnante, poi quando si scopre che questa persona è semplicemente un essere umano, probabilmente con grandi piedi d’argilla, la prossima cosa che facciamo è cercare di distruggerlo, o forse di abbandonare il progetto di risveglio complessivamente. Che spreco di tempo!
Come si ricorderà, ho indicato le tre fasi del rapporto studente / insegnante: idealizzazione, demonizzazione, normalizzazione. Vorrei suggerire che queste tre fasi vanno in entrambe le direzioni ….. da studente a insegnante e insegnante a studente. Non dissimile dalla genitorialità, suppongo ……. Normalizzazione significa che vi è un rilassamento fondamentale dei processi relazionali estenuanti e irritanti che esigono, definiscono, difendono, distruggono, e di distrazione su entrambi i lati dell’equazione. Per me questo è ciò che si potrebbe chiamare il risveglio intersoggettivo. E’ anche cosa vuol dire amare, amare veramente. Non qualche esperienza appiccicosa sdolcinata, ma il tipo di amore che nasce dal vedere la realtà con chiarezza, tra cui la realtà umana, e in mezzo a questo, praticare tre cose: percezione chiara di tutta la catastrofe, l’umiltà e rispetto incondizionato.
Il pensiero di illuminazione, tra le altre cose, crea un sacco di consumismo, tra cui l’ego-consumismo. Credo che dobbiamo essere solo esseri umani, e esserlo non è un compito facile perché dobbiamo disfare così tanti sconosciuti condizionamenti. Questo è, almeno, una delle ragioni per cui si pratica.

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