Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Scendere dal piedistallo.

Che delizia quando sorgono i kleshas!

Dzogchen Ponlop Rinpoche.

E’ quando cominciamo a provare quella tormentosa emozione che è il risentimento che bisogna osservare bene. Da dove sorge, perché sorge, chi sta provando il risentimento.

Cercando bene, non si trova altro che un’infinita confusione di scuse , possibilità, insulse giustificazioni che non si reggono in piedi da sole. Le cause del perché qualcosa che percepiamo come sgradevole stia accadendo sono, una volta che ci sembra di averle catturate, così futili e stupide, petulanti e lamentose perfino a noi stessi che appaiono chiaramente come giochi dell’immaginazione. Per  pudore verso noi stessi spesso non riusciamo nemmeno a esprimerle a parole. Anche perché sapere che la colpa di quello che ci accade è di qualcun altro non cambia nulla. Non ci fa sentire meglio. Neppure se pensiamo che la colpa sia nostra cambia nulla: il risentimento non se ne va. Ecco come funziona la mente: cerca qualcosa su cui proiettare, a volte un altro, a volte un Me, che è comunque un oggetto. L’aridità dell’Ego è spaventosa, oltre che patetica. Forse allora, visto che quello che la mente sa fare è dare corpo ai problemi  dovremmo metterla da parte, quando sorgono le emozioni. Dovremmo scendere un attimino dal bel piedistallo su cui ci siamo messi e rotolarci insieme a tutti gli altri a terra, raso terra. E’ incredibile quello che si scopre rotolandosi a terra. Si capisce che non è che ci sia molta differenza tra Me e gli Altri. Si capisce che anche gli altri soffrono, proprio come me. Si capisce che tutti cerchiamo solo di fare quello che possiamo e che nessuno è perfetto. A che pro giudicare? A che pro pretendere che qualcuno ci debba qualcosa? Che il mondo in generale debba offrirci qualcosa? La nostra più devastante tragedia è credere  di essere speciali.
Tutti cerchiamo solo di fare il meglio che possiamo.
Sono le  aspettative a  deluderci.
Dovremmo smetterla di considerare gli altri come oggetti per il nostro benessere.
Se solo potessimo percepire  che siamo tutti sulla stessa barca.

Sulla barca ci sei già, devi solo accettarlo.

Sulla barca ci sei già, devi solo accettarlo.

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