Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Mundus Imaginalis.

Molti secoli fa, il filosofo Suhrawardi coniò il termine “Na Koja-Abad” (Terra del Nulla) per riferirsi a un mitico, ma comunque reale, luogo situato in una sorta di regno mediano tra i regni dei sensi e quello dell’intelletto. Più tardi questo luogo fu chiamato, da tradizioni sciite “Hurqalya”- In questo regno si trovavano due città di smeraldo (Jabarsa e Jabalqa) in grado di essere percepite esclusivamente dall’ immaginazione creativa. (Questa non è affatto la “fantasia” prodotta della soddisfazione del desiderio, ma l’ “Imaginatio Vera” dei filosofi medievali: una sorta di specchio organico dove, secondo alcuni filosofi sciiti, immagini dal mondo materiale e forme archetipiche dalla sfera dell’intelletto sono in grado di riunirsi e reagire). Hurqalya si credeva essere il vero teatro della vita, zampillante immagini nella mente cosciente, sotto forma di mito e leggenda.

Il termine ‘Terra del Nulla’ fu utilizzato da Suhrawardi per definire un regno ‘ di confine ‘ che collega i segmenti intellettuali e sensoriali e astratti del continuum dell’essere , ed è la componente distintiva della cosmologia islamica . ‘Hurqalya’, la Terra del Nulla, è un luogo di visioni , profezie , e di stregoneria , e definisce anche il divino, cioè tutto l’inafferabile di cui, pur noi non avendone coscienza, ci anima. Questo paese delle meraviglie è descritto come al di fuori dei principi aristotelici (X=Y, Y=Z per cui X=Z, tutto è logico e razionale, e possiamo COMPRENDERLO intellettualmente). Suhrawadi intendeva dire che questa Terra ‘di confine’ è il luogo in cui avvengono esperienze al di là della nostra comprensione intellettuale, della nostra interpretazione razionale. Egli la definisce come Terra dei ”veri sogni ” e dei ” poteri miracolosi” . Quando qualcuno si avvicina a questo regno di confine avviene un cambiamento qualitativo nella coscienza della persona. I corpi materiali cambiano e diventano esattamente come quelli del Mundus Imaginalis: cambia il tempo, non più lineare, e lo spazio non è più quello definito dalla geometria euclidea.
Questa vividezza della coscienza non è dissimile né dalla pratica tantrica, per cui ogni singola molecola è parte del mandala divino, né dalla psicosi, stato di eccitazione psichica- in cui l’inconscio realmente si avvicina e domina la scena, per cui quel Mundus Imaginalis ha preso completamente il sopravvento.
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