Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Esserci, a mani nude.

Il momento più bello: quando smetti di pensare a ciò che puoi dare agli altri, e ti rendi conto di quanto gli altri danno a te. Il momento in cui ti apri a ricevere, il momento in cui  non sei più nulla,  in cui non sei più nessuno, in cui la tua pretesa di cambiare qualcosa si interrompe e non c’è altro che nuda accettazione delle cose così come sono.  . Tu non devi dare nulla alle persone, ma hai questa specie di orgoglio  che ti possiede e ti spinge a credere che un’altra persona sia lì per ricevere qualcosa da te. Che tu debba rifornire il resto del mondo della tua bontà e del tuo cosiddetto amore.  Col nostro profondo orgoglio crediamo di dover essere gentili e compassionevoli con tutti, elargirgli il nostro meglio, per dargli un conforto che neppure noi  possediamo. Fino a che pensiamo di dover dare comprensione, di dover dare simpatia, di dover dare qualunque cosa, siamo sempre in quella maschera. Perché stiamo solo perdendo di vista LUI, per concentrarci su ME. Quello che IO sto facendo, quello che IO sto provando. Quello che IO sto pensando di TE. L”orgoglio: io mi servo di te soltanto per dimostrarti chi sono io.  Ma non vedo nulla, solo me stesso, che tenta in questo inutile viaggio tra corpi, di ritrovarsi. Ma non ti ritrovi. Non ti ritrovi mai, fino a quando quella cortina non cade. E tu vedi l’altro. E lo ascolti non per rispondergli qualcosa, ma solo perché ti interessa, ti emoziona incontrare la sua storia, la sua ricchezza e ne riconosci il valore, gli spazi che sta riempendo in te, la novità del suo punto di vista, la fresca presenza della sua fiducia mentre si apre a te.  E senti allora come una meraviglia,  senti come una riconoscenza . Sorprendente ondata di  calore, e amore, per la condizione in cui siamo, tutti. Appena tu non hai più niente da dare,quando sei disposto a ricevere tu per primo dagli altri,quando sei    momentaneamente libero di dimostrare alcunché; quando lasci perdere tutto il tuo orgoglio; allora ascoltare l’altro è vedere l’altro e  amare l’altro, tutto l’altro; allora, in quel momento, l’umiltà che nulla possiede, se non essere lì e agire, ti risveglia e ti cambia dentro.

Capisci che in realtà quando giudichi gli altri stai giudicando sempre soltanto te stesso, quello che sei e che vorresti essere. Capisci quanto tempo hai perso per dimostrare chi sei, perduto nella tua fantasia che ha costruito un muro intorno al tuo cuore. Capisci che esserci con il cuore è l’unica strada che libera dalla corazza, quel muro che sempre non ti fa vedere, ascoltare e sentire; nudamente, semplicemente, liberamente.
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