Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Anime e stelle – Ruysbroeck.

Come brillano le stelle – Esse non brillano di luce propria ma prendono la loro chiarezza dal sole; e splendono illuminano e scintillano come vasi d’oro esposti alla luce del sole. Esse rischiarano la notte e indicano il porto sicuro al navigante; ma talvolta esse cedono davanti allo splendore del sole, e infondono le loro virtù negli elementi e in tutto ciò che c’è sulla terra, nelle onde e nell’aria, nella vita e nella fede.

Vediamo ora come i cieli stellati ci insegnano la vita interiore e celeste.

I cieli, in verità, per la loro chiarezza, sono trasparenti. E la nostra vita interiore, con lo scoppio spirituale della grazia e di Dio in noi, quel Dio a cui siamo uniti, è trasparente.

Ora, le facoltà dell’anima non hanno quella trasparenza; poiché, come vasi d’oro o pezzi di specchio, esse si alzano e fissano da vicino il sole dell’eterna saggezza di Dio; e là, ricevono luce e calore  a seconda delle loro disposizioni e a seconda dell’eccellenza delle virtù che offrono a Dio. E, così come le stelle fisse girano col firmamento, al quale esse aderiscono, così ugualmente le facoltà interiori dell’anima sono attratte eternamente, conformandosi con la virtù e le buone opere, dalla potenza  e dalla saggezza di Dio, a cui esse  aderiscono, interiormente.

Tutte le stelle sono delle figure sferiche di cui non si può conoscere né l’inizio né la fine; ed è così che le facoltà dell’anima nobile e bella si comportano nelle loro opere. Poiché esse praticano tutte le virtù da Dio e per Dio e così vivono in Dio, che non ha né inizio né fine.

Ma tutte quelle vite interiori che non hanno la forma perfettamente sferica come le stelle, ma al contrario hanno le punte e gli angoli della falsità e dell’amore mondano, sono imperfette e non possono piacere a Dio.

Alcune stelle sono pallide, altre sono chiare, altre ancora sono fiammeggianti.

Come noi, quando ricordiamo nella memoria, davanti a tutta la potenza di Dio, i nostri vizi, i nostri difetti, i nostri errori; allora abbiamo il cuore contrito, diventiamo pallidi e tremando ci domandiamo se potremo sopportare il severo giudizio di Dio, alla fine della vita e alla fine dei tempi ; e così assomigliamo alle stelle pallide.

Ma quando innalziamo la nostra intelligenza, spoglia di immagini, verso l’eterna saggezza di Dio, la verità che è Dio ci irradia l’anima; e così tra Dio e noi c’è una emissione e un riflesso di splendore, come se il Sole inviasse i suoi raggi su un cono di cristallo immerso tra mucchi d’oro; ed è così che diventiamo trasparenti, puri, chiari e lucidi come le stelle del cielo.

Ora, quando noi leviamo la volontà e l’inclinazione amorosa, affettuosamente e avidamente, verso la Bontà di Dio, il nostro spirito si infiamma e proietta delle particelle d’amore avide e roventi, che restano ardenti fino a che lo spirito stesso va in estasi d’amore; e così questi spiriti amanti sono simili alle stelle fiammeggianti e scintillanti del cielo.

Per riflettere di Dio la luce ineffabile

la nostra anima deve essere un puro cristallo

non appannato neppure dall’ombra del male;

e portare il suo sguardo sul suo volto adorabile.

Jean Ruysbroeck – De la vraie contemplation, cap. XXXIV

misty autumn.

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