Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Il mistero, la segretezza.

Il mistero è buio, oscuro e carico di domande. Facciamo illazioni, sospettiamo, crediamo di aver capito, ma tutto resta appiccicoso e troppo solido, come un fascio di spine che non si riesce a districare. Il mistero straccia dentro, ancora nulla si esprime, silenziosamente l’anima si volta e cerca e guarda: ma nulla, niente, non si placa la sua sete, c’è questo grande buio dove vagano frammenti di sconosciuti fantasmi, indistinti, estranei.

Il mistero dà dolore. E’ il velo che divide conoscenza e non conoscenza, e quando siamo in cerca di vie d’uscita, implacabile ci lascia a vagare nel suo labirinto: e così ripercorriamo mille volte le strade già battute, ritorniamo indietro, tentiamo e ritentiamo ancora di penetrare in quel minuscolo spiraglio di luce che si fa vedere, che richiama. Il mistero vuole essere svelato. E si fa svelare, a prezzo di una solitudine carica di silenzio e fragilità. Fragilità che diventa cristallo, e che comincia a brillare quando, stanchi di ambizioni, ci chiniamo ad accettare umilmente la nostra condizione. Fragilità umile ma furiosa, poiché riconosciuta dall’anima come unica via d’uscita a quel senso di soffocante stasi, di incognita gonfia di attese, che è il mistero.

Si svela, appena diventi umile. Allora una luce comincia sollevarsi nel tuo cuore, fiamma, stella, fornace dove le passioni ardono ora per splendere e non per soffocarti con l’intrusione continua della mente,dei suoi chiacchiericci e il soppesare continuo. Il mistero si svela lasciando che la fiamma arda. Calore interiore, fuoco che tutto brucia e ci ricollega con l’altro e tutti gli altri.

Allora, quando il mistero è svelato deve essere mantenuto segreto. La segretezza avverte: tienilo per te, che il cammino sia simbolo della tua Storia.

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