Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Abracadabra – Ambrose Bierce, 1906

Con Abracadabra noi significhiamo
u infinito numero di cose.
E’ la risposta a cosa? e come? e perché?
e da dove? e dove? Parola in cui
la Verità (con la comodità che porta)
e’ aperta a tutti coloro che brancolano nella notte,
piangendo per la luce sacra della Sapienza.

Se la parola è un verbo o un sostantivo
econoscenza oltre la mia portata.
So solo che così è stata tramandata

di salvia  in salvia,
di età in età
– parte di una lingua immortale!

Si narra di un uomo antico
vissuto per dieci secoli,
in una grotta su una montagna.
( invero, finalmente è morto.)
La fama della sua saggezza ha riempito la terra,
poichè la sua testa era calva, e capirete
lunga e nera barba
e occhi insolitamente luminosi.

Filosofi venivano da lontano e da vicino
per sedersi ai suoi piedi a sentire e ascoltare,
anche se egli non fu mai udito
pronunciare altra parola
che  Abracadabra, abracadab,
Abracada, abracad,
Abraca, Abrac, abra, ab!
Ecco tutto quello che aveva,
Ecco tutto quello che volevano sentirsi dire,

e ognuno prendeva appunti
del discorso mistico,

e poi lo hanno pubblicato,
un solco di testo
nel prato dei commentari.
Eccelsi grandi libri erano questi,
tanti quanto le foglie degli alberi;
per imparare, straordinari!

È morto,
Come ho detto,
E i libri dei saggi sono svaniti,
Ma la sua saggezza è religiosamente amata.
In Abracadabra  essa risuona solenne,
Come una antica campana che  richiama sempre.
Oh, mi piace ascoltare
Quella parola che chiarisce
Dell’umanità il senso generale.

Ambrose Bierce – The Devil Dictionary – 1906

George Catlin- Medicine Man , 1832

George Catlin- Medicine Man , 1832

Lascia un commento