Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Esagramma 60 – Comprendere i limiti.

 

Sotto il Lago, sopra l’Acqua, pericolo. Quando la forza soverchiante dell’acqua, turba la tranquillità dello stagno occorre operare con intelligenza. Quando il troppo soffoca l’essenziale bisogna interrogare se stessi.  Qui c’è un’esigenza, una necessità da soddisfare.  Si vorrebbe tutto, e subito. Si vorrebbe finalmente realizzare quella pace tanto agognata per cui sembra che siamo giunti fin qui. Lo faccio o non lo faccio?

L’esagramma risponde: fai pure, purchè tu sappia che ciò che fai non risolverà a pieno la situazione.  C’è un vincolo, una limitazione che non può e non deve essere superata. Il limite c’è in ogni cosa della natura, deve esserci, e così c’è dentro di te, dove forse stai sforzando troppo le cose su strade impercorribili. Ciò  muoverà  la linea della tua vita per portarti avanti, ma non illuderti che sia il finale di partita. Accadranno molte altre cose, positive e buone, se ora si comprende che la strada è ancora lunga. Siamo avvinti da uno sforzo, stiamo cercando di  andare oltre ciò che è giusto per noi, ma ciò è dettato dalla nostra insicurezza. Se si continua così il limite viene superato, riportandoci al punto di partenza e caricandoci di responsabilità che attualmente forse non siamo in grado di sopportare. Il limite  è sempre qualcosa che, se non dettato da noi stessi, alla fine si manifesta da solo: succede quando è troppo, quando le cose si ripetono nello stesso modo di tante altre volte, quando ci si impone di andare avanti superando ciò che è ragionevole. Ma qui  l’I Ching ti viene in aiuto: metti tu, consapevolmente un limite e non agire superandolo. Sapendo che lasciarti completamente prendere dall’entusiasmo e in fin dei conti dall’ingenuità dei tuoi sogni, ti porterà danno.  Ma d’altra parte, quando si resta fermi per paura di sbagliare, è danno ancora peggiore. E’ quindi opportuno agire ponendosi obiettivi realistici, sforzandosi anche di comprendere se non stiamo pretendendo troppo da noi stessi: talvolta la caparbietà stessa è il più grande ostacolo che ci si crea.

Vi sono difficoltà che non sono facili da superare e che forse sono destinate per lungo tempo ad accompagnarci. Il limite interiore può essere la difficoltà di dimenticare un torto (o presunto tale), il desiderio di porsi un traguardo intrinsecamente inaccessibile, che risponde a chissà quali personali istanze psichiche. Può essere connesso alla nostra incapacità di perdonarci od a un allontanamento forzato. Tempo difficile, quello del Limite.

Costruisci il confine. In te c’è la furia di chi vorrebbe ottenere tutto il vantaggio possibile dalla situazione. Ma se ti gettassi con impeto, a capofitto, resteresti vittima dal solito errore: distrazione, caduta nei sensi, emotività. Il limitarsi invece libera dalla pesantezza delle responsabilità, nel tempo, e se posto ora eviterà situazioni future di caos e difficoltà. Devi attenerti a un tuo  codice, che l’esagramma ti invita a definire. Sai cosa può veramente farti bene. Credi nella tua più profonda certezza e procedi. Nel procedere, vi è successo, ma solo se non sarà un gettarsi ciecamente a raccogliere briciole che tu, illusa, pensi siano un gustoso banchetto.

Sentenza Delimitazione. Riuscita. Amara delimitazione non va esercitata con perseveranza. Limitarsi, cioè fermarsi al di qua di una linea oltre la quale non è lecito andare è spiacevole ma efficace. Non prodigarsi troppo ora risparmia da future fatiche. D’altra parte neppure bisogna sottrarsi nel sostenere nei modi adatti l’impresa, che però non deve coinvolgerci in pieno.

Immagine A di sopra del lago vi è l’acqua: l’immagine della delimitazione. Così il nobile istituisce numero e misura e indaga cosa sia virtù e retto cammino. Prima di agire comprendi bene fin dove spingerti. Ci sono cose da non fare, più limitate e marginali, altre che ci spingono fino all’estrema risorsa e rubano la nostra energia. L’uomo non è fatto per ciò che estremo e infinito. Bisogna perciò istituire volontarie barriere e non dissipare infinitamente e più volte le proprie risorse.

Linee

1- Non uscire da porta e cortile non è una macchia. A volte si vorrebbe uscire dal certo e conosciuto per intraprendere nuove strade. Vale la pena affaticarsi tanto quando si ha già a sufficienza? Muta in 29 Abissale

2- Non uscire da porta e cortile reca sciagura. L’esitazione e l’indecisione sono negativi. Si può uscire dal solito modo in cui ci siamo comportati ultimamente. E’ il momento di cambiare atteggiamento. Molte occasioni si perdono a causa di dubbi inconsistenti. Muta in 3 Difficoltà iniziale

3- Chi non conosce delimitazione avrà da lamentarsi. Nessuna macchia. Ci si sta sobbarcando di tante, troppe  esperienze  e responsabilità. Dissipando le forze alla fine ne subiremo le conseguenze. Bisogna limitarsi. Muta in 5 Attendere

4- Delimitazione appagata. Riuscita. Limitarsi equivale ad un salutare e benefico risparmio di forze. E’ giusto lasciare da parte qualcosa che richiede sforzo costante. Muta in 58 Serenità

5- Dolce delimitazione reca salute. Andare reca rispetto. Non bisogna estraniarsi completamente dall’impresa, ma parteciparvi nel piccolo e marginalmente; la nostra possibilità di intervento è limitata ma nel suo modesto contributo provoca negli altri seguito e simpatia. Muta in 19 Avvicinamento

6- Amara delimitazione. Perseveranza reca sciagura. Pentimento svanisce. Ciò che si desidera subisce uno smacco e un arresto e ne restiamo delusi.  Insistere in questo senso, irrigidirsi totalmente sulla decisione che desideriamo prendere non va bene. Ciononostante è meglio così, visto che non ci sono cause di future preoccupazioni. Muta in 61 Verità Interiore

 

 

 

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