Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Cose sorprendenti.

Un anno è passato, torna di nuovo la costellazione di Nettuno, amata da Ryusbroeck, e i giorni diventano tiepidi e i pesci che durante i geli del rude inverno si raggruppavano insieme infreddoliti, si agitano e saltellano con infinita voluttà nelle acque.
Dal cielo immenso arriva luce che inonda il pavimento, forma quadrati scintillanti, e le strisce tenui di pulviscolo luminoso, sui libri, sugli strumenti ..la mia chitarra…che scintillano promettenti di delizie. Il tenebroso inverno sta passando. Scrivo, passeggio tra le cose che adesso, mi accorgo, mi circondano solidali, grazie ai lunghi pomeriggi in cui mi sono ritagliata il silenzio, in questi mesi. Come un chiostro, risuona la musica di Hildegarda, le voci che si alzano soffici come echi, come a cercare le stanze segrete dell’anima, dove si nasconde un dio.
Sono fragile, come un calice di cristallo, e trasparente. Mi accorgo solo ora di come si allontanano le cose, il passato, che ha la faccia  di quel monticello di libri che giorno per giorno è cresciuto, pagine che non parlano più e da mesi giacciono chiuse, in attesa. Un altro si è formato nel frattempo dal lato opposto, carte, libri, simboli, scatole con piume, con erbe secche, una pigna trovata in una passeggiata al gelo, che raccolsi senza motivo. Il mio mondo. Non ho rifiutato niente, me ne sono stata ad aspettare e a crescere mentre aspettavo, e adesso osservo come il tempo ha creato cose sorprendenti. Non ho fatto niente, ho aspettato e resistito. E’ stato un anno terribile, non pensavo di salvarmi. E invece sono qui, e sono grata. Queste lezioni concludono un percorso, un ciclo. A volte è così: si scende nel sottosuolo per risalirne diversi. E forse espiare un karma (ne sono convinta).

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