Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Innamorati di chi ti ama.

Non esistono eventi ma pensieri

e le difficili svolte del cuore,

il suo lento imparare ad amare e chi amare.

Il resto non sono che storie e pettegolezzi per altri momenti.

ANNIE DILLARD, Holy the firm

Il silenzio, quando cede il mascheramento di cui ci si riveste per gli altri, è una nudità gioiosa e appagante. Non c’è più bisogno di fingere, soprattutto con se stessi, di avere certezze, di avere convincimenti. Ogni possibile delusione diventa un oggetto con cui poter interagire,  in cui il cuore, e non la mente, può calarsi e assaporarne la sostanza.

Che cosa trova, il cuore? Chi trova, il cuore? Semplice, il cuore trova chi ti ama, nessun altro, niente altro.

Innamorati di chi ti ama. Ama chi mostra uno spiraglio con cui tu possa rispecchiarti. Ne troverai tanti, che ti amano.

Ma la fregatura enorme è che rivolgiamo le nostre speranze e il nostro desiderio verso chi incarna il facile e semplice, per noi. Come se l’altro fosse lì per soddisfare le nostre speranze, nulla di più.

Non è terribile, questo?

Non è l’antitesi dell’amore?

Non saremo mai soddisfatti da qualcuno che è solo come noi immaginiamo. Non troveremo mai felicità nel delimitare l’amore a un solo piccolo momento, un solo aspetto (quello che ci piace), scartando tutto il resto. L’amore è difficile, è quasi impossibile. La delusione è inevitabile quando lui, o lei , è parte di un disegno che abbiamo in testa e che ci rifiutiamo di abbandonare.

Due che si amano si allontanano quando le visioni, il modo di essere sono inconciliabili; quanto egoismo, in questo. Yeshe Tsogyal visse per anni con un lebbroso, e gli diede la gioia. Questo era Amore: accettazione totale.

Il resto sono biasimo, rimuginii, autoflagellazioni.

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