Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Maestri.

I maestri non sono facili da avvicinare. E certamente non sono sui social network a farsi pubblicità.

Le cose preziose si pagano e sono difficili, non si trovano su fb, su twitter o in un blog.

Un Maestro vero non ha tempo per scrivere all’ignoto lettore: lui non è un oggetto virtuale, ma una presenza reale e pochi possono arrivare a lui e vederlo di persona. Trovarsi con un maestro significa essere nudi, e non è facile.

Ayu Khandro viaggiava per mesi per ricevere un solo, unico insegnamento, nelle pianure desolate del Tibet. Noi dobbiamo essere come lei: solitari, incrollabili, determinati. Solo così non raggiungeremo nullità pubbliche, ma segrete discepolanze che possono nutrire e farci superare le asprezze e le difficoltà del karma. Perché il maestro è una benedizione, uno che indica la via e non vuole niente, né plauso, né pubblicità, né riconoscimento. Il Maestro agisce per il tuo bene: cosa difficilissima, che una persona ordinaria non può fare.

Le vie iniziatiche sono così…per tutti, ma non per tutti.

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