Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Esagramma 21 – Morso che spezza.

Fuoco, Li sopra

Tuono, Zhen sotto

Tuono, movimento e Fuoco, il chiarore. Affini ma distinti ricordano le mandibole che solo quando si uniscono riescono a masticare. Masticare significa unire; la 4 linea è un ostacolo che impedisce l’unione e per dissolverlo si usa la forza.

La Sentenza.

Il morso che spezza ha riuscita. Propizio è dar corso alla legge.

Si riesce a spezzare un ostacolo che impedisce una unione e si corregge qualcosa di sbagliato. Ci sono state delle colpe, nostre o di altri,  e si infligge la punizione adatta alla gravità del caso.

Immagine 

Tuono e fulmine: l’immagine del morso che spezza. Così i re antichi consolidavano le leggi per mezzo di pene chiaramente determinate.

Il tuono seguito dal fulmine è l’incontro tra movimento e chiarezza. Distinti ma affini, operano insieme, uno portando alla luce errori, l’altro muovendosi per dissolverli. Una persona si comporta ugualmente, applicando  validi correttivi dopo aver visto chiaramente la gravità delle colpe. Non ci sono sconti, qui si tratta di eliminare decisamente qualcosa che minaccia stabilità e ordine. Chi ha sbagliato deve pagarne il giusto prezzo, commisurato alla gravità dell’atto compiuto.

Linee

1-  Ha i piedi confitti nei ceppi, così che le dita scompaiono. Nessuna macchia.

Uno ha compiuto una trasgressione leggera e  riceve una punizione blanda.  Ricevendo questo primo avviso, sostanzialmente temporaneo, il colpevole corregge il suo comportamento e non ci sono altre conseguenze. Il soggetto viene punito da altri. Muta in 35 Progresso

2-  Morde in carne tenera, così che il naso scompare. Nessuna macchia.

Uno impartisce una punizione appropriata e palesemente giusta per una recente trasgressione. E’ un po’ troppo pesante e  ardua da sopportare per il colpevole. Ma il difetto viene corretto e non c’è niente di sbagliato in ciò che  capita.   Muta in 38 – Contrapposizione

3- Morde in carne secca stantia e gli capita un boccone velenoso.Piccola umilazione. Nessuna macchia.

Uno vuole punire qualcosa di antica data, che resiste e persiste, danneggiandolo; l’altro non accetta facilmente la pena e reagisce irritandosi e adirandosi; recalcitrante alla punizione si contrappone al suo intervento. Ma alla fine, anche se c’è stata irritazione e dissenso, la colpa  viene castigata giustamente.  Muta in 30 – Fuoco

4- Morde carne cartilaginosa essiccata. Riceve frecce di metallo. Propizio è essere memori delle difficoltà e perseveranti. Salute!

Si deve punire una situazione di vecchia data, resistente e tenace. Si può intervenire  con azioni punitive forti e decise. Vi è incertezza e il pericolo di desistere e rinunciare a punire. Ricordarsi delle antiche esperienze negative  aiuta  non perdonare e alla fine a somministrare il giusto castigo, commisurato alla gravità dell’atto compiuto. Bisogna andare fino in fondo e insistere. Muta in 27- Nutrimento

5- Morde in carne di muscolo essiccata. Riceve oro giallo. Essere consapevoli durevolmente del pericolo. Nessuna macchia.

 La situazione è dura da gestire e la pena da infliggere non doma il comportamento scorretto dell’altro. Ci vuole una incrollabile volontà per cercare di punire qualcuno così refrattario e duro. Il pericolo da evitare nel tempo è la nostra indulgenza e condiscendenza verso chi non ci è affatto amico. La situazione si dilunga  e  nonostante non si riesca completamente alla fine a impartire il castigo che l’altro merita, aver tentato di farlo è un bene. Muta in 25- Innocenza

6- Il suo collo è confitto nel collare di legno, così che le orecchie scompaiono. Sciagura!

Quando il male ha conquistato tutta la persona, uno può solo  punirlo con la  più misera e irrevocabile condanna. Ed anche così, l’altro continua a mostrarsi impenitente e ottenebrato nei suoi errori.  Completamente fuoristrada, sordi a tutti i segnali e i consigli, persiste e ne paga le tremende conseguenze. Sciagura! Muta in 51 – Il tuono

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