Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Del respiro d’Amore – Ahmad Gazali

C’è un momento nell’Amore, straordinario, in cui la donna innamorata diviene spettatrice del suo stesso Sospiro. E in effetti il suo Sospiro che va e che viene diventa la ‘cavalcatura’ dell’amato per il fatto stesso che il cuore è ormai divenuto dimora di lui. Ed è proprio il Sospiro dell’amante che, salendo dal cuore, acquista il profumo e il colore di lui (l’amato).

Da qui in poi avviene che nella donna innamorata il viso è costantemente rivolto sul proprio Sé, ed ella non ha più nulla a che fare con l’esterno. E questo fino al punto che, se anche arrivasse l’amato in persona, lei (l’amante) tutta presa dal Sospiro neppure se ne curerebbe; e anzi se l’amato la volesse tenere occupata con la propria persona, ella non potrebbe sopportarne il peso. Ciò si spiega in quanto questa osservazione del proprio Sospiro comporta sollievo da tutto il resto, ovvero la libera dal peso mentre guardare l’amato aggiungerebbe ulteriore peso  e comparirebbe la vessazione di lui. Quando dalla porta interna (del cuore) compare il nutrimento (cioè l’immagine dell’amato che la ‘nutre’), ciò comporta sollievo ma il sopportare le moine dell’amato (fisicamente presente) è oltremodo difficoltoso.

Tu sei dentro il mio cuore, o mia bellezza, notte e giorno:

ogni volta che ti desidero, ecco, nel cuore posso guardare!

Comments are closed.