Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

La Testa in Cielo – Claudio Naranjo

Secondo Lei, qual è il più grande problema del mondo?

Il virus del linguaggio. Si guarda tutto attraverso un eccesso di giudizio. Non viviamo in forma naturale, ma attraverso concetti intermedi, di ciò che dovrebbe essere e di come dovrebbe essere. E il denaro. Al giorno d’oggi, l’unica cosa grande è il denaro. E’ come se la gente diventasse pazza per il denaro. Come diceva Antonio Machado, solo uno sciocco confonde valore e prezzo.

Che cos’è la realtà?

L’esperienza vissuta. Ma l’esperienza umana è come una cipolla. Ci sono cose profonde e superficiali, anche nel mondo emozionale. Per un mistico, la realtà è la sostanza della coscienza. L’essere è la realtà. E la gente non ha questa esperienza dell’essere. La gente generalmente cerca  l’essere dove non c’è: nel piacere,nell’intensità, nell’avere. Quasi tutta la loro vita è  in un senso di deficit, perché non sanno di esistere. Una persona che è arrivata a se stessa è quella che è arrivata a capire che cos’è.

Lei lo ha scoperto nel deserto?

E’ stato la mia sala parto. L’inizio di una nuova vita. Io ero un cercatore assetato, mi ero avvicinato a molti maestri, ma non avevo messo la testa nel cielo, eccetto che con alcune esperienze psichedeliche. Nel deserto iniziò la possibilità di entrare in contatto con il divino, lo si chiami come lo si chiami, perché non simpatizzo con quelli che parlano di Dio.

Dio non è di moda.

E con ragione, perché si è usato il suo nome più che invano. Il nome di Dio lo hanno usato molto i banditi.

E Lei, cosa vuole essere quando sarà più grande?

Io sono già arrivato in cielo e l’ho perso. Mi piacerebbe concludere il ritorno sulla terra. Seminare qui, sulla terra, ciò che ho trovato in cielo. Sto crescendo, sono in evoluzione. Per esempio, ogni volta parlo con più fluidità. Mi piacerebbe anche avere un cuore più grande, essere più utile agli altri ed essere al servizio di ciò che mi dica la vita.

naranjo

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