Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

L’uccello dell’Enigma- Sohrab Seperhi.(1928, 1980)

Da molto tempo sul ramo di quel salice

si è posato un uccello che ha il colore dell’enigma.

Nessun suono, nessun colore

è come lui.

Come me, solo, in questa terra è solo.

Benché il suo intimo sia sempre in tumulto

egli rimane come un’immagine silente.

Se un giorno il suo silenzio si romperà in parole

il tetto della mia casa crollerà.

Anche se è muto

il suo  silenzio parla.

Gli attimi scorrono davanti agli occhi svegli

mentre il suo corpo rimane in chiaro scuro.

Si dipana in alto e in basso il suo piumaggio;

sperduta è la sua vita, come l’onda di un miraggio.

Lo sguardo è fisso su disegni immaginari.

in quegli occhi non c’è traccia di altra brama.

Il suo silenzio ha con me un legame

il suo occhio celato non cerca compagnia.

Percorre i miei silenzi questo uccello,

ciò che non giunge al cuore è fantasia mendace.

Ha legami con le città perdute,

estraneo a questo luogo è l’uccello dell’enigma.

 

 

 

 

 

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