Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Il mescolarsi di ombre e luci nella coscienza

Il Puro Yang (l’Esagramma 1, per intenderci), si riferisce alla pura coscienza. Nell’alchimia taoista  yang e yin sono simbolizzati come i due  livelli opposti, quello spirituale e quello materiale, che pur essendo separati  sono integrati l’un l’altro indissolubilmente. Il Puro Yang è totalmente libero dallo yin ed è perciò molto diverso dagli altri falsi yang che, mescolati con lo yin, sono macchiati e incompleti. Sei linee intere, senza traccia di ombre. Qui, ci troviamo  in un elevato stato psicofisico pronto ad attualizzarsi nella vita reale, ed è completamente positivo. Solo nel Puro Yang l’agire si manifesta libero, disinteressato ai fini egoistici, pronto per far parte dell’universo con la sua carica evolutiva, corretta e karmicamente positiva. Nell’alchimia Taoista le sei linee intere del Puro Yang sono l’immortalità spirituale,  il coronamento della pratica.  A livello sottile e della coscienza stiamo attraversando  un’esperienza picco, un’illuminazione,  dopo la quale c’è l’integrazione di questa esperienza culmine nella vita quotidiana: l’interno si manifesta nell’esterno, unificando ogni discordanza. Nella meditazione è simile ala scoperta dello  stato primordiale della mente, o alla liberazione finale dell’adepto che lascia il mondo (lo yin puro, la materia). Gli alchimisti taoisti si riferivano a questo passaggio come a ‘ascendere al cielo in pieno giorno’ (Cioè un giorno senza ombre, pienamente chiaro, senza yin). L’oscurità totale, il Puro Yin, (il 2) ha la sua ragione d’essere in quanto differente, senza il quale neppure il Puro Yang farebbe alcunché, manifestando al vuoto la sua positività dirompente. E come potrebbe essere positiva, se non ha termini di paragone negativi? Opposti ma fino a un certo punto, perché quando sono Puri si rispecchiano l’un l’altro. La loro prerogativa è di completarsi a vicenda, di includersi l’un l’altro, mentre solo i falsi yin e yang si oppongono tra loro e si isolano.  Lo yang è sinonimo di forza, fermezza, creatività; squilibrato, cioè mescolato male con lo yin, diventa forza, aggressività, arbitrarietà. Lo yin è sinonimo di sottomissione, obbedienza, ricettività, flessibilità; squilibrata, diventa debolezza, mancanza di autonomia, servilismo, dipendenza. Raffinare da questo muscuglio di sofferenze il vero yin e il vero yang diventa allora il compito dell’alchimia interiore e dei praticanti.

Wei Po Yang, ai tempi della dinastia Han (23- 220 dc), dopo aver ottenuto il Tao, insegnò ad usare IChing come mezzo per distinguere il falso dal vero, utilizzando le linee e le loro combinazioni per distillare ‘l’essenza e la vita’.

Wei Po yang, il ‘padre’ dell’alchimia interna.

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