Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Vecchie Letture.

33- Ritirata

Adesso vuoi strafare e ti devi fermare, dice l’esagramma 33, La Ritirata. Hai esplorato in lungo e in largo, hai fatto cento esperienze e ,in un modo o nell’altro, sei riuscito ad arrivare fin qui. Questo ti ha reso fiero, ti stimola a cercare ancora più sfide e impegni. Ti stai perdendo nell’autocompiacimento e ciò ti rende distratto. E’ un po’ come se non vedessi al di là del tuo naso, tutto concentrato su te stesso, i tuoi desideri, i tuoi bisogni, le tue paure. Le speranze. Si, adesso che finalmente ti senti padrone della situazione e cambiarla a tuo vantaggio ti sembra facilissimo per le tue forze, ti stai distraendo: indulgere sulla stima delle tue forze è già un chiaro segno di dubbio sulle tue capacità e su ciò che credi di voler fare.  Devi ricapitolare e fare un ripasso di tutto: per arrivare fin qui hai fatto un gran viaggio e ultimamente sembra che tu sia stato travolto da belle novità e buoni frutti. Non sai neppure più, tra le tante idee che ti frullano in testa, quale è la migliore e così porti avanti ogni idea nuova che la tua fantasia partorisce. Ma questo non è il tempo dell’azione. Ciò che è stato appreso finora deve essere consolidato, deve diventare una parte stabile di te. Per fare ciò devi allontanarti un po’ da tutto e aspettare che giunga un tempo nuovo. Qui non si tratta di cedere, rifiutare o diventare passivi e avulsi da ogni sfida. Qui invece si consiglia di raggrupparsi come fa la tigre prima di spiccare il balzo. Restare immobile, concentrato soltanto sull’energia che adesso senti forte. E’ indice di una grande maturazione interiore, questa energia che si vuole esplicare nel fare. Ma devi fermarti e non fare nulla: cominciare qualcosa ora ti porterà a perdere la pace, quella pace che adesso stai assaporando e questo non te lo puoi permettere. Devi ricentrarti,  mettere i piedi a terra e cominciare a rilassarti.. Non è il momento di intraprendere alcunché, tantomeno di cominciare piani grandiosi verso cui in questo momento ti senti portato. Se lo fai, andrà male. Se lo fai, avrai voluto fermarti, ma sarà tardi.


48- Il Pozzo (Dissetare)

L’immagine del Pozzo: un luogo ricco di acqua, di vita, attorno al quale si costruiscono città, movimento, e dove amici e nemici finiscono per incontrarsi e scontrarsi. La vita richiede energia, richiede forza e volontà di fronteggiare ogni situazione che si presenta. A volte le situazioni sono così dure e ci feriscono così in profondità che pensiamo di aver sbagliato tutto. Allora ci rifugiamo in un angolino e smettiamo di abbeverarci, ci limitiamo a covare il disappunto, a rimuginare sulle cose accadute, a rimpiangere. In questo modo ci allontaniamo dal Pozzo. Le cose ci accadono per una ragione: qualcosa finisce o ci spaventa o ci turba perché dobbiamo imparare a non esserene più turbati, spaventati o essere distrutti dal senso di perdita. Spesso queste sensazioni tornano ciclicamente nella nostra vita perchè non impariamo nulla;tornano costanti nel tempo, ogni volta perdiamo l’occasione di imparare la lezione, in quel meccanismo che è la coazione a ripetere un’esperienza fino al suo completo dissolvimento e integrazione. L’Ombra che affrontiamo in queste occasioni è l’Ombra più scura, che chiede di essere vista, affrontata e finalmente riconosciuta; capire questo è la prospettiva giusta per continuare a dissetarci; altrimenti perdiamo tempo e risorse, inariditi e fermi come morti, sicuri solo che abbiamo sofferto, soffriamo ora e soffriremo sempre. Questa limitazione è la causa dell’inaridimento e del senso di blocco che viviamo. Quando qualcosa o qualcuno ci impartisce una lezione di questo genere, dobbiamo imparare a accettarla come una grande ricchezza. L’enorme potenziale dell’emozione coinvolta non è qualcosa che va dimenticato, rifiutato e accantonato; più è grande il dolore implicato nella situazione più dobbiamo essere capaci di vedere la nostra capacità di crescita. Abbiamo attirato nella nostra vita proprio le persone e le situazioni terrificanti che ci servono. Piccole cose mediocri sono per i mediocri. Grandi cose esaltanti, pur nella loro terribile forza, sono per grandi personalità. Questa è la certezza che proviene dall’esagramma. C’è chi vive senza mai imparare nulla, subendo i colpi della vita come una vittima. C’è invece chi porta avanti in solitudne e con indomabile forza il nutrimento di sé, cosciente che questi bocconi amari sono in realtà ciò che fa di noi dei leader, perché consentono saggezza e un discernimento che pochi possono raggiungere. Il Pozzo è la Vita stessa, accettata come percorso che muta, cambia, accresce, fluida e vigorosa. Sta a noi seguirla e berne l’elisir o versare inutili lacrime e limitarci a recriminare.Solo in questa prospettiva seguirà il successo. In caso contrario, del Pozzo berremo solo il fango e non l’acqua limpida.

Vento sotto l’acqua, la costante e vicendevole penetrazione del legno e dell’acqua rendono fertili le situazioni. Ci si disseta a qualcosa che non cambia mai, e a cui continuiamo ad accostarci ed è il fondamentale impulso che ci guida; sia esso amore, dedizione a qualcosa o una meta, essa va perseguita mentre ci cimentiamo con le sue forme. E’ la fonte del nutrimento a cui dobbiamo cercare sempre di tornare.
Sentenza Il pozzo. Si cambi pure città, ma non si può cambiare il pozzo. Non cala e non cresce. Essi vanno e vengono e attingono al pozzo. Se si è quasi raggiunta l’acqua del pozzo ma non si è ancora sul fondo con la corda, oppure se si rompe la brocca, ciò reca sciagura.
Ogni consorzio vivente si raggruppa intorno a una fonte primaria, l’acqua che disseta. Essa è sempre lì, che continua a dare a chi ne ha bisogno, generosa e preziosa. Due sono i pericoli da evitare se si vuole continuare a dissetarsi: rimanere a guardare l’acqua del pozzo senza decidersi ad attingere, oppure rompere la brocca per disattenzione e distrazione. Per bere da quest’impresa bisogna essere costanti e decisi, dedicandosi a fondo ad apprendere modi e tempi per la sua crescita.
Immagine Sopra il legno vi è l’acqua, l’immagine del pozzo. Così il nobile anima il popolo durante il lavoro e lo esorta all’aiuto reciproco. Il legno e l’acqua unendosi tendono verso l’alto, come una pianta che cresce e assorbe il nutrimento. Continuare l’attività di crescita, stimolare e accudire la situazione, integrando il contributo degli altri senza percorrere vie solitarie; non è tempo di individualismi e soluzioni originali.
Linee
1– miniature_03Si sprofonda in una sorta di autocompiacimento della propria bassezza. La situazione è disgregata e confusa e non permette alcun sviluppo. Muta in 5 Attesa
2- Nella brocca del pozzo si catturano i pesci. La brocca è spaccata e perde. Se vi è una possibilità di arricchimento e di crescita, essa viene perduta per disattenzioni o superficialità. Muta in 39 Impedimento
3- Il pozzo è ripulito, ma non se ne beve l’acqua. E’ questo che mi accora; perché vi si potrebbe attingere. Se il re fosse chiaro, si godrebbe insieme della felicità. Abbiamo fatto tutto il possibile per mettere ordine e prepararci a prendere parte a ciò che ci sta a cuore. Nonostante dedizione e pazienza, ciò che vi è di buono e fruttifero viene mistificato o frainteso. La cosa dipende dalla nostra controparte, esterna o interna che sia, ambigua e indecisa. Muta in 29 Abissale
4- L’interno del pozzo viene rivestito di pietra. Nessuna macchia. Molte cose non sono al momento realizzabili, poiché devono maturare e continuare a crescere. Non è il momento di prendere iniziative, ma basarsi sul certo e sicuro che già si è fatto. Evitare gli eccessi. Muta in 28 Preponderanza del grande
5- Nel pozzo vi è una sorgente limpida e fresca alla quale si può bere. Vi è un luogo dove possiamo sempre tonare, sicuri di trovare pace e ristoro. Si sta tra le cose che rappresentano per noi una sorgente inesauribile di serenità. Muta in 46 Ascesa
6- Si attinge al pozzo senza impedimento. Esso è fidato. Sublime salute! Tutti possono bere al pozzo, buoni e cattivi. Il pozzo non fa distinzione e tutti sanno che lì possono dissetarsi. Da qui nasce la fiducia in lui. Fidiamoci di ciò che non può cambiare ed è sempre lì ad accoglierci e confortarci. Esso è la fonte del nutrimento, che può trasformare e penetrare tutti gli aspetti ambigui della nostra vita. Muta in 57 Vento


32.6 >50 Crogiolo – Che succede se rompo il silenzio e le scrivo…?

Durata riguarda il restare costanti e fedeli al proprio scopo, in una situazione che ha bisogno di tempo per svilupparsi.

32.6- La linea è debole, in posto che di solito è occupato da chi è fuori dall’azione. Si dovrebbe agire in modo disinteressato, al di sopra degli ottenimenti forzati, invece si è irrequieti, si hanno ripensamenti, dubbi e pregiudizi. Non è il momento di agire e tornare sui propri passi: ciò reca sciagura perché il momento non è adatto. Calmando l’irrequietezza che spinge ad agire si può invece arrivare ad ottenere il successo. Non tutto dipende dal fare, in questa situazione è  la costanza che si dimostra all’esterno a  far sì che si sia apprezzati e ricercati. Restando costanti nel proprio comportamento segue dunque il successo nell’impresa.


13.3>25 Innocenza – E’ il momento di una pausa?

13- Associazione

Persone che  hanno a cuore le stesse cose e le condividono pubblicamente. Stare con gli altri è bello quando vi è sincerità e fiducia. Il nobile deve individuare come ripartire le stirpi, ( colleghi, amici, parenti) e distinguere chi è degno di fiducia e chi no. Prendersi una pausa? Si’ ma non da tutto e tutti. Non da ciò che ha affinità sicura con noi. In questo caso bisogna agire e anche  attraversare la grande acqua, impegnandosi in imprese produttive, senza farsi abbattere.

13.3

Nasconde armi nella fratta. Sale sull’alta collina antistante. Per tre anni egli non si solleva. Si prende una pausa, depone le armi. Contempla da lontano, indeciso sul da farsi. Non si muove per lungo tempo. Uno che guarda da lontano, senza agire.

25- Innocenza

Integrità interiore. Vi è sublime riuscita ma solo se si è sinceri. Ecco avvicinarsi gli altri con semplicità e senza egoismo, al tempo e momento giusto.

Occorre qui agire, non fermarsi o prendersi una pausa distaccandosi da tutto. Ciò è ribadito anche nella linea 3 del 25, l’altra sfaccettatura di ciò che succederebbe nel caso in cui la pausa, contemplando le cose da lontano e senza agire, si protraesse troppo: nella nostra semplicità, disinteressandoci alle cose, si rischia di perdere ciò che si ha, e il danno sarebbe generale.

25.3

Disgrazia immeritata. La mucca legata da qualcuno allo steccato  è il guadagno del viandante, la perdita del proprietario.

 

 


Esagramma 59.6 > 29 -Dissoluzioni sull’orlo dell’abisso.

La dissoluzione. Riuscita.

Il re si avvicina al suo tempio.

Propizio è attraversare la grande acqua.

Propizia è perseveranza.

Il karma che si delinea è di riuscita.

Il fiume è gelato; si scava nel ghiaccio con dei coltelli, per rompere la crosta. Ora  i ghiaccioli tra le mani si sciolgono, dissolvendosi nell’acqua. Qualcosa viene lasciato andare, qualcosa passa oltre, qualcosa di pericoloso deve passare oltre.

Sotto vi è Kan, l’Abissale, pericolo. Sopra il Mite, Vento che con dolcezza sblocca l’incertezza e indica la direzione da prendere.

Linea 6

Egli dissolve il suo sangue.

Andarsene, tenersi lontani, uscire è senza macchia.

Disimpegno da qualcosa che può compromettere  il futuro creando situazioni negative, e che aprirebbero le porte a tempi difficili. Non ne vale la pena. Proseguendo si va nel 29, l’Abissale, il massimo pericolo, dove sono in agguato ardue prove. Per evitare tutto questo, meglio ritirarsi, non proseguire. Sei ancora in tempo se non vuoi cadere.

Tieni il pericolo a distanza.

59.6 to 29

 

 

 

 


Terra – L’Oscura Dea Animale.

Terra è ciò che dà sicurezza e fa andare le cose a buon fine.

Terra è l’ autunno, è il raccolto, è il rito matrimoniale,  è il sacrificio davanti all’Altare dello Spirito che protegge,  assicura la fertilità e il raccolto e  che guarda dalle insidie.

Antichissime tradizioni risalenti al Neolitico narrano di una Scura Dea Animale, o Spirito della Valle, simbolizzata spesso da oggetti di giada.

Lo Spirito della Valle non muore mai. E’ la Scura Dea Animale. La porta della Scura Dea Animale è la radice del Cielo e della Terra. Come un filo infinito essa perdura. Facilmente la puoi invocare. Colui che trova questa madre comprende che è figlio. Quando comprende che è figlio si attacca a lei. Sarà fuori dal pericolo quando il corpo muore.

La Dea ha una lunga e antica linea di simboli, il più ancestrale e archetipico dei quali è  La Madre del Mondo:  quieta e vuota, essa  si muove per immagini e semi per dare sicurezza e rifugio a tutte le creature. E’ la divina, chiaroveggente intuizione della Via della Donna, il principio yin, l’oscura matrice della manifestazione, sia esterna che interna.

Kun/Terra apre, accresce e sviluppa tutte le cose. Essa è il flusso, colei che provvede, dovunque benvenuta, l’apertura che riceve il seme della Forza. Le sue mani sono benedette. Ed essa riceve i morti e contiene ciò che si dissolve.  E’ la Cavalla che vaga sulla terra senza posa.  Essa decompone e fa maturare, governa il libero flusso delle idee, controlla e protegge l’energia centrale.

S . Karcher- Total I Ching

xiwangmu dark goddess

 

 

 


Esagramma 22 – La Bellezza. (Al diavolo il mondo dell’Ego!)

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La bellezza ha riuscita.

In piccolo è propizio imprendere qualche cosa.

 E’ un momento in cui immergersi nelle piccole cose, senza pretesa di incidere sul destino,  e di allontanare le responsabilità, cosa di cui adesso siamo stanchi. Se è un cambiamento quello che stiamo cercando esso non ha abbastanza vigore per prendere forma consistente: ora si ha bisogno  di rilassarsi e ritirarsi in attività diverse dal solito, e dedicarci a esprimere anche ciò che normalmente abbiamo ritenuto inutile o di poco valore.   A volte per andare avanti  dobbiamo ritirarci per riprendere fiato, allontanarci da ciò che ci appesantisce e, talvolta, ossessiona. Abbiamo bisogno di rivedere il valore che stiamo dando alle cose e ci ritiriamo dietro la scena, per avere il tempo di riconvertire in modo  più rispondente le istanze psichiche emergenti. E’ certamente un momento di tranquillità e quiete necessaria e benefica.

La grande immagine dell’ Esagramma è un Nobile che è seduto accanto a un fuoco, sotto una montagna. La sua luce è calda ma non arriva al di là di  chi gli sta davanti.. Il nobile per poter splendere fino alle vette, deve prima illuminare e  vedere chiaramente dentro di sé e poi illuminare gli altri.  Ma internamente la sua forza è dispersa, in movimento, e esternamente può portare avanti solo ciò che in questo momento è facile e non impegnativo. Linee scure e chiare si alternano, colorando di sfumature intuitive e attive il cammino. ‘Avvenenza significa colorazione naturale’ : come le fiamme del fuoco  lampeggiano per  dissolversi,  così si  cerca la via per esprimere quella parte nascosta, che pure esiste e sta cercando nutrimento. Ora si inizia un’attività creativa  connessa con la semplicità, la leggerezza,  la cura di un sé bambino che abbiamo trascurato. E’ tempo di ritrarsi, dopo tanta agitazione: la strada che ti ha condotto fin qui richiede un’utile sosta, in cui indossare sconosciuti begli ornamenti,per il gusto di farlo e senza perseguire nessun subdolo scopo,  e goderti il momento.  Cominciare qualcosa  ora nutre aspetti  finora trascurati e messi in secondo piano. Sono anch’essi importanti, sono connessi all’esigenza  di esprimere un ruolo diverso da quello che assumiamo di solito, e farlo ora  consolida in noi certezze, o dirime dubbi, nel rilassarsi in piacevoli e ‘inutili’ (ma fruttifere) attività.  Non ora e non qui si compie l’ opera finale. E’ il tempo in cui si agisce in base ad un forte emergenza psichica  di allontanarsi da ciò che è troppo insistente per dedicarsi a ciò che è piccolo,  che ora ha bisogno di spazio per riconvertire  la nostra energia. Addolcendo, rilassando, nutrendo, è come tornare bambini, nella semplicità di un gustoso e innocente gioco, senza nessun altro scopo che mostrarsi come si è.

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Parole chiave : Coltivare anche il disimpegno e il divertimento e  fare cose inaspettate e nuove. Fare spazio a ciò che non richiede conferme da parte di altri, liberarsi da timori condizionanti; smettere di definirsi attraverso il passato ed esprimere la propria originalità.

Note- Questo esagramma mostra la tranquilla contemplazione…lontana dalle lotte del mondo. E’ il mondo dell’arte. Non è ancora  la vera via della redenzione. (Wilhelm)

‘Al diavolo il mondo dell’Ego! Ascolta la voce del tuo daimonion! Ora ha lui la parola, non tu!’ CG Jung, Letters.(footnotes at H 22)

Esagramma 22, l’Avvenenza.