Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Tesori della mente.

Tao te Ching, 49 – Dove si trova il Tao.

Quando uno stupido ascolta il Tao ride ad alta voce. Se non ridesse non sarebbe il Tao. Perciò si dice: la via nella luce sembra oscura, la via che va in avanti sembra tornare indietro, la via più facile sembra lunga, il vero potere sembra debolezza, la vera purezza sembra macchiata, la vera chiarezza sembra offuscamento, colui che è più grande sembra un uomo semplice, l’amore più grande sembra indifferente, la saggezza più grande sembra ingenuità. Il Tao non si può trovare da nessuna parte. Eppure nutre e completa ogni cosa.

Lao Tzu- TaoteChing


Guarigione

Quando la guarigione ti chiama seguila, anche se la strada è aspra e scoscesa. Quando ti invita a svernare sotto il suo mantello, accetta di buon grado: vacci non fingendo di indossare un pigiama remissivo, mentre in realtà sei avvolto da una maglia di ferro; vacci pulito e fiducioso, pronto alla crescita come alla potatura.

Quando la guarigione ti chiama, seguila: la tua fatica investigativa per rifiutarla non avrebbe altro senso che il desiderio di morire. La guarigione finalmente sta per chiamarti. Essa vuole sottrarti a quella morsa di infelicità che si è stretta intorno alla tua anima. A volte, il Destino dissemina la vita di ostacoli e poi ti gambizza per impedirti di superarli, consegnandoti nudo a una forma di implosione autodistruttiva. Ma proprio quando il dolore e il male sembrano, con atroce ottusità, dilatarsi inesauribilmente, la guarigione chiama, chiama e ancora chiama, affacciandosi alla porta dell’anima. L’ultimo delitto sarebbe non risponderle, non seguirla.

La necropoli diviene madre di un nuovo giorno.

Lorenzo Ostuni, 99 Chimere – Ed. Tecniche Nuove 


La Recisione dei demoni- Machig Labdron.

La Radice di tutti i demoni è la propria mente.
Quando, nel percepire qualsiasi fenomeno
si prova attrazione e poi desiderio,
si è catturati dai demoni.
Quando nella mente si afferrano i fenomeni
come se fossero oggetti esteriori
si viene contaminati.
I demoni sono di quattro categorie:
i demoni tangibili
(la cui base sono gli oggetti esteriori),
quelli intangibili
(la cui base sono le rappresentazioni mentali)
i demoni del compiacimento
(la cui base è il desiderio di ottenimento)
e i demoni dell’orgoglio
(la cui base è la discriminazione dualistica).
Ma tutti i demoni sono compresi in quelli dell’orgoglio.
I demoni tangibili sono numerosi:
nel momento in cui i fenomeni appaiono davanti ai sensi,
se si discrimina ciò che si desidera da ciò che invece si rifiuta,
ecco che sorgono i demoni tangibili.
Così nel percepire i fenomeni come concreti, ci si incatena alla ruota dell’esistenza.
La manifestazione dei fenomeni visibili non può essere impedita
ma se essi non vengono considerati concreti
la nostra visone si manifesta come luce.
Allo stesso modo ci libera dai suoni, dagli odori, dai sapori, dal tatto e dalla mente.
La mente stessa è un demone intangibile.
Viene invece definito tangibile il demone che passa attraverso le porte dei sensi.
I fenomeni che si manifestano agli organi dei sensi
si interrompono immediatamente
nello stato di liberazione spontanea
e si trasformano nella grande, indissolubile Dimensione Essenziale della Realtà.

(Canti spirituali di Ma gcig- a cura di Giacomella Orofino- ed Adelphi

 


I pensieri sorgono, dimorano e si liberano – Longchenpa

I pensieri sorgono, dimorano e si liberano.

Il simultaneo sorgere e liberarsi è ininterrotto.

Poiché è ininterrotto non vi è separazione tra causa ed effetto.

Poiché non vi è causa ed effetto l’abisso del samsara è superato.

Dal momento che non vi è più un abisso,

dove si potrebbe andare fuori strada?

Longchen Rabjam – Precious Treasury of the basic space of phenomena.

Thoughts arise, abide, and are freed.
Their simultaneous arising and being freed is uninterrupted.
Since it is uninterrupted, there is no separation into cause and effect.
Since there is no cause and effect, the abyss of samsara has been crossed.
Since there is no longer an abyss, where could one go astray?

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Un principio scuro e uno chiaro, questa è la Via.

Un principio scuro (yin), uno chiaro (yang).

Questa è la Via.

A chi vuole seguirli essi indicano ciò che è bene.

Identificarsi completamente con essi è l’Essenza.

Se vuoi essere buono, considerali Bontà.

Se vuoi essere saggio, considerali Saggezza.

Ciascuno usa tale Essenza ogni giorno senza saperlo.

Usarla consapevolmente è cosa rara.

E’ il dono della vita celato in tutto ciò che fai.

Non ha niente in comune con l’ansia perfezionista del filosofo.

Ora ascolta con attenzione:

siccome è l’inizio di ogni inizio la Via è chiamata Cambiamento.

Il Cambiamento è fatto di simboli.

Ciò che muove e porta a compimento i simboli è chiamata la Porta del Dragone.(yang)

Ciò che li compenetra nella tessitura della vita è chiamata la Porta della Terra.(yin)

Ciò che mostra il nostro fato attraverso i simboli è chiamata divinazione.

Penetrare nelle trasformazioni è chiamato il Lavoro.

Ciò che non riconosciamo come oscurità e luce  è chiamato Spirito.

Lo Spirito viene mentre compiamo il Lavoro.

The Great Treatise on the IChing -Ta Chuan

 

 

 

 


Ogni percezione sensoriale – Longchenpa (1308-1364)

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In breve, ogni percezione sensoriale cosciente,
E tutto ciò che è incosciente o trascendente,
Tutto è già presente naturalmente nella spaziosità del momento,
Quindi, qualsiasi tentativo di liberare qualcosa di nuovo è superfluo.
E’  inutile cercare di fare lo sforzo verso la liberazione!

Quindi non provare! Non cercare! Non lottare e non sforzarti di praticare!
Non cercare! Non cercare! Non cercare la verità intellettuale!
Non meditare! Non meditare! Non escogitare la meditazione!
Non analizzare! Non analizzare! Non analizzare prima o dopo un evento!

Non praticare! Non praticare! Non praticare il risultato della speranza
e della paura!
Non rifiutare! Non rifiutare! Non rifiutare il karma emotivo!
Non credere! Non credere! Non credere nella religione giusta! Non schiacciare te stesso! Non schiacciare te stesso! Non ingabbiare la tua mente!

Longchenpa’s  Treasury of the Dharmadhatu  – Canto 12.
Translation and Commentary by Keith Dowman


Volgiti all’interno- Mencio (370-289 a.c.)

Se ami gli altri ed essi non ti corrispondono allo stesso modo

volgiti all’interno ed esamina il tuo amore.

Se tratti gli altri con gentilezza ed essi non rispondono con gentilezza

volgiti all’interno ed esamina la tua gentilezza.

Quando non riesci a realizzare i tuoi desideri

volgiti all’interno ed esamina te stesso in ogni punto.

Mencio su Esagramma 39.(Master Alfred Huang-the Complete i Ching)

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Prajnaparamita Mantra.

Gate gate parasamgate bodhisvaha

Gate gate parasamgate bodhisvaha

Gate gate parasamgate bodhisvaha

Crossing over the river of sufferings

Crossing over the river of sufferings

Bodhisattva Amazing wisdom.

Bodhisattva Amazing wisdom.

Void is emptiness

emptiness is void.

No eyes, no hear

no nose, no taste.

No mind

not object of mind.

Not suffering

not origin of sufferings

no sensation and no path.

Not attainment and not

not attainment

because there is

no attaiment.

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Sincerità interiore – Zhuang-zi (IV secolo ac)

Colui che non agisce secondo la propria sincerità interiore

agisce sempre a sproposito.

Le sue azioni non si imprimono nella sua anima

perché ciascuna di esse rappresenta una sconfitta interiore.

Gli uomini puniscono con la morte colui che fa del male alla luce del giorno.

Se lo fa negli angoli oscuri e deserti, è punito con la morte dai mani.

Chi ha capito l’incessante sorveglianza degli uomini e dei mani

non fa del male nemmeno quando è solo.

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Tangibile e intangibile sono uguali – Longchenpa

Ciò che è tangibile e ciò che è intangibile sono uguali nello spazio di base,
Buddha e gli esseri ordinari sono uguali nello spazio di base,
realtà relativa e realtà ultima sono uguali nello spazio di base,
difetti e qualità positive sono uguali nello spazio fondamentale,
e tutte le direzioni sopra, sotto, e nel mezzo – sono uguali nello spazio di base.
Pertanto, tutto ciò che appare nasce da quello stato naturale,
proprio mentre sorgono, le  cose sorgono nello stesso modo, nessuna è migliore o peggiore.
Che bisogno c’è di accettarle o rifiutarle applicando antidoti?
Quando le cose si manifestano, si manifestano allo stesso modo, nessuna è migliore o peggiore.
Qualunque cosa sorga nella mente, riposa nella pace naturale.
Quando le cose sono libere, sono egualmente libere, nessuna è migliore o peggiore.
Con il proposito di essere coscienti di esse, non continuare a rifiutarle o accettarle.

The Precious Treasury of the Basic Space of Phenomena – Longchen Rabjam


Esaminare il pensiero- Dzogchen

I pensieri e la memoria sono come i raggi del sole. Essi sorgono incessanti. Inoltre l’attività della mente crea i suoi oggetti – sottoforma di pensieri- e il significato di quegli oggetti è ricordato così come è. Poiché tale significato è esperito da quel momento in poi, viene chiamato intelligenza (rig-pa).

Secondo lo sGron-ma . ‘Anche se il Re Consapevolezza è senza pensieri, è sempre la base da cui sorgono i vari pensieri e le diverse memorie. Ad esempio, come i raggi di luce sono emanati dall’energia del sole, così, dalla potenza della Consapevolezza sorgono le diverse masse di pensieri.

Dopo aver forzato la via verso la Consapevolezza (attraverso i tre punti essenziali della pratica), ci si rilassa in essa. In quel momento si guarda ad occhi spalancati, si osservano i pensieri come uno che forza, come uno che si rilassa e come uno che vi dimora (cioè si osservano e si cerca in essi qualcosa di concreto e reale e non si trova nulla). Allora, dopo aver appreso ed esaminato la natura di queste memorie, si arriva a conoscerle (e si è consapevoli che sono memorie).

Ma se non le si esamina queste memorie che non sono chiare diventano ordinarie ed ininterrotte (persino avvolgenti). E queste due (visioni) sono chiamate consapevolezza che conosce se stessa attraverso  pensieri e  memorie. Vi saranno masse di pensieri buoni o cattivi, sottili o grossolani. Ma sempre, tutti i pensieri  e le azioni del passato e del futuro sono creati dai processi mentali, la cui radice è nell’essenza della consapevolezza autoriginata fin dall’inizio.

Secondo lo SGron-ma: ‘ Dall’energia potenziale della Consapevolezza sorge il processo di pensiero. I sei aggregati e i sei oggetti sorgono come energia. Ciò è chiamato il pensiero che pensa. Poiché esso ricorda ed è consapevole, è chiamato memoria. Poiché la sua attività si muove verso i suoi oggetti è chiamata mente.’

The Practice of Dzogchen in the Zhang Zhung tradition of Tibet – J M Reynolds, Vajra Publications- Kathmandu * (The explanation of the View)*

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Senza centro, senza limite – Shabkar Tsogdruk Rangdrol

Senza centro, senza limite

la luminosa vastità è tutto –

è la vivida, fulgida Consapevolezza:

naturale, presenza primordiale.

Senza un fuori, senza un dentro,

la Consapevolezza sorge da sé, vasta come il cielo.

Oltre una misura, una direzione, un limite –

è apertura completamente spoglia:

è spazio, inseparabile dalla Consapevolezza.

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Yeshe Tsogyal descrive se stessa.

headerDite alla gente che questa figlia del Tibet, questa detestabile zitella,

ora è la Regina dell’essere assoluto e vuoto, Kunzang.

Dite loro che questa donna, senza limiti in quanto a inganno e presunzione

è riuscita nel suo ultimo inganno ed è andata nel sud-ovest.

Dite loro che questa donna passionale, ripetutamente caduta nel suo labirinto di intrighi,

grazie agli intrighi è svanita nella sfera dello spazio interno.

Dite loro che questa vedova del Tibet, rifiutata dai tibetani,

ha catturato lo stato di Buddhità.

Poi si librò in una sfera di luce accecante e svanì.

(La Danzatrice del Cielo – Keith Dowman)


Ecco quello che sei – Shabkar Tsogdruk Rangdrol.

Queste parole Shabkar Tsogdruk Rangdrol (1781 – 1851) rivolgeva a se stesso:

Ecco quello che sei:

un sacco pieno di onori religiosi

e di cibo fornito dai fedeli,

un toro che si addormenta come un cadavere

un serpente pieno d’odio

un uccello pieno di desiderio

un maiale pieno di stupidità

un leone carico d’orgoglio…

Uomo!

Se hai un po’ di rispetto per te stesso

un cuore in petto,

un cervello in testa,

e un po’ di simpatia per te stesso

pentiti delle tue azioni passate

e migliora tutto il tuo comportamento.

E’  tempo! E’ molto tardi!

The life of Shabkar – M. Ricard, Padmacara Translation Group.

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This is what you are:
A sack stuffed with religious wealth
and food given by the faithful,
A bull sleeping like a corpse,
A snake filled with hatred,
A bird filled with desire,
A pig filled with stupidity,
A lion filled with pride…
Man—
If you have any self-respect,
A heart in your chest,
Brains in your head, and
Some sympathy for yourself,
Regret your past actions and
Improve your whole behavior.
It’s time! It’s very late!


L’addio tra Padmasambhava e Yeshe Tsogyal.

Non potendo sopportare la sua partenza, gridai: ‘Guru Rinpoche! Unico esempio di Buddha!

Tu non hai pietà! Perché mi torturi così? Ahimè!’.

E implorandolo di ritornare, gemevo e mi lamentavo, prostrandomi in continuazione. Allora egli si voltò un’ultima volta e mi diede il suo primo testamento e  svanì nuovamente nei campi di luce pulsante verso sud ovest.

E di nuovo mi gettai a terra, mi strappai i capelli, mi graffiai il viso, contorcendomi e rivoltandomi e rotolandomi come un bambino lo supplicai:

‘Ahimè Signore di Orgyen, abbandonerai il Tibet nel vuoto? Allontanerai la luce della tua Compassione?

Lascerai che l’insegnamento del Buddha si estingua? Rifiuterai senza vergogna i tibetani?

Lascerai la tua Tsogyel senza rifugio?

Abbi compassione! Guardami!’, e continuai a piangere e gemere finchè la sua voce disincarnata mi rispose con un timbro chiaro e mi diede il suo secondo testamento.

Di nuovo mi scagliai sulle rocce, mi strappai pezzi di carne e mi tagliai le vene, offrendogli la carne e il sangue come ganacakra, e con una preghiera di fervore e tormento invocai il mio Guru:

”Ahimè! ahimè! Fonte di Compassione!

Oggi tutto il Tibet ha incontrato il suo inesorabile destino!

Ogni essere ha le sue felicità e i suoi dolori

ma oggi la vera sofferenza si è abbattuta su di me.

Ahimè, mostra subito la tua compassione!

Ti prego di non abbandonarmi!’

Nella luce crepuscolare mi svegliai come in un sogno

e ricordandomi il Guru circondato dalle sue Dakini, e fortemente agitata,

con gli occhi traboccanti di lacrime, desiderando fortemente il mio Guru,

cantai questo canto con una triste lamentosa melodia:

Ahimè Venerabile Orgyen Rinpoche,

unico padre e protettore del Tibet,

ora sei andato a Khandro Ling

e il Tibet è rimasto vuoto.

Anche se in realtà non c’è andare né venire,

oggi sei partito per il regno di Orgyen.

Dietro ogni uomo e ogni dio è tramontato un sole.

Chi riscalderà coloro che sono nudi e senza vestiti?

Dopo che ebbi così pregato, apparve un cofanetto di luce non più grande di una falange.

All’interno vi trovai la terza eredità del paranirvana del Guru e subito acquisii una forte sicurezza.

Il covo delle speranze e delle paure,

nascosto profondamente dentro di me, fu distrutto;

i tormenti della confusione emotiva si placarono;

 e nacque in me l’intuizione della natura immanente ed eterna del Lama.

(La Danzatrice del Cielo – Keith Dowman)

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Sei tipi di occhi – Longchenpa

Gli eredi dei vittoriosi vedono le cose con sei tipi di sguardo.

Con gli occhi di carne, vedono le forme delle cose del mondo.

Con gli occhi degli dei, vedono i vari tipi di esseri.

Con gli occhi della sublime saggezza, vedono la saggezza degli esseri.

Con gli occhi del dharma vedono le cose così come sono.

Con gli occhi di chi è libero da attaccamento, rinunciano alle oscurazioni.

Con gli occhi dell’onniscienza, vedono la radice dei fenomeni.

Con tali tipi di sguardo, assicurano il bene completo di tutti gli esseri.

Longchenpa (1308 – 1364) –  Precious Treasury of Pith Instruction


Nel Rosario delle mie molte vite – Drukpa Kunley (lo Yogi Folle).

Nel Rosario delle mie molte vite
ho preso la forma di ogni creatura.
Mi ricordo solo oscuramente,
eppure mi sento che era qualcosa del genere:
dal momento che ora mi delizia il chung,
una volta devo essere stato un’ ape;
dal momento che ora sono così lussurioso
una volta devo essere stato un gallo;
dal momento che ora sono così arrabbiato,
una volta devo essere stato un serpente;
dal momento che ora sono così sporco,
una volta devo essere stato un maiale;
dal momento che ora sono così avaro,
una volta devo essere stato un uomo ricco;
dal momento che  sono così spudorato,
una volta devo essere stato un pazzo;
dal momento che sono un bugiardo,
una volta  devo essere stato un attore;
dal momento che  miei modi sono così scostumati,
una volta  devo essere stato una scimmia;
dal momento che ora ho come sete di sangue,
una volta devo essere stato un lupo;
dal momento che ora ho uno sfintere anale così stretto
una volta  devo essere stato una suora;
dal momento che ora  sono così puntiglioso,
una volta  devo essere stato una donna sterile;
dal momento che oggi consumo tutti i miei denari col cibo,
una volta  devo essere stato un Lama;
dal momento che oggi sono così tirchio,
una volta devo essere stato un amministratore;
dal momento che ora mi do tante arie
una volta  devo essere stato un ufficiale;
dal momento che oggi mi piace imbrogliare gli altri,
una volta devo essere stato un uomo d’affari;
dal momento che oggi sono così loquace,
una volta  devo essere stato una donna.
Ma non posso dirvi se questo è vero.
Considerate voi stessi i fatti.
Che ne pensate?
~ Drukpa Kunley ~


Getta via il condimento!

Il Prezioso Dampa disse:

Quando vedo persone che si attaccano alle illusioni

in me sorge con forza la compassione.

Considerando che ognuno è legato alle sofferenze dei sei regni,

non c’è molto tempo per restare ordinari.

Quando uno capisce che la caratteristica del samsara è la sofferenza, in quell’istante

nasce la mente che non vuole niente!

Quando uno vede che le varie fondamenta sono senza radici,

l’attaccamento a sé non nasce!

Quando la mente comprende l’impermanenza, arrivano insieme fede e persereveranza!

Se si crede che c’è permanenza non si distruggerà l’attaccamento a sé!

Kunga!  Interiorizza che non c’è verità e butta via il condimento  nell’acqua!

The Lion of Siddhas – Life and teachings of Padampa Sangye.

Visdom_E.B.Hansen


Il Canto dei Dodici Inganni – Milarepa

Gli affari del mondo

sono tutti inganni

perciò io cerco la verità divina.

Agitazioni e astrazioni sono illusioni

perciò io medito sulla verità non duale.

Compagni e servitori  portano fuori strada

così io me ne sto in solitudine.

Anche  denaro e averi sono ingannevoli

così se ce li ho, li regalo.

Siccome le  cose esterne  sono tutte illusioni

ciò che osservo è la Mente Interna.

I pensieri erranti sono tutti inganni

così io percorro solo la Via della Saggezza.

Gli insegnamenti sulla Verità Relativa sono  inganni

perciò io medito sulla Verità Definitiva.

I libri scritti in inchiostro nero sono fuorvianti

io medito soltanto sulle Istruzioni Radice della Tradizione Orale.

Anche parole e discorsi non sono nient’ altro che illusioni

io osservo solo la verità che sorge da sé.

La mente comune è totalmente ingannevole

perciò io pratico per svegliare la Consapevolezza.

La pratica di trattenere la mente è fuorviante e ingannevole

e perciò mi riposo nel regno della Realtà.


Trekchod.

LA MERAVIGLIOSA VISIONE DEL TREKCHOD.
di JESUN KHANDRO RINPOCHE.
Moltissimi nomi esistono per definire l’essenza della mente: consapevolezza, luminosità, natura di buddha, mente primordiale…ci sono innumerevoli nomi di tutti i tipi.
Le persone ordinarie la chiamano ‘mente’ o ‘cervello’o la concettualizzano come ‘Io’.I non buddhisti la chiamano il Sé, o Anima. Gli Shravaka la chiamano il ‘sé senza ego’, o ‘assenza di sé’.
I Cittamatra la chiamano ‘mente’.
Altri buddhisti la chiamano ‘Prajnaparamita’ o ‘deshek niyngpo’; o ‘sugatagarbha’, o ‘mahamudra’, o ‘madhyamika’, o ‘vetta’, o ‘unica essenza del thigle’ o solo ‘unica essenza’. Alcuni buddhisti la chiamano ‘dharmadhatu’ o ‘essenza del dharmakaya’, altri dicono che è ‘khunzi’ o ‘alaya’.Altri ancora la vedono come ‘thamal gyi shepa’ o ordinaria consapevolezza.
I praticanti del buddhadharma dovrebbero sapere che, anche se esistono molti nomi diversi, puntano tutti a un solo significato.Tutti questi nomi – e i concetti e le pratiche loro associati- dovrebbero condurci alla meta definitiva: l’illuminazione.
Tagliare il vagare della mente.
Le nostre paure, l’ansia, le altre emozioni sono interdipendenti  con la consapevolezza della mente; molti praticanti non realizzano che la lotta continua per dividere queste tendenze dalla vera essenza è inutile.
La natura della mente  sorge completamente quando la consapevolezza della mente non è distratta dalle tendenze abituali accumulate.Come la natura del cielo non è oscurata e distratta dalle nuvole, così la natura primordiale della mente non è oscurata dalle tendenze temporanee e dalle nostre nevrosi.
La pura essenza primordiale della mente è in tutti gli esseri sempre, da un inizio senza inizio. Ma poiché è momentaneamente velata da oscurazioni, questa essenza non è riconosciuta. E’ come la profonda metafora della presenza del burro nel latte. Il burro nel latte è già lì. Non dobbiamo aggiungere niente al latte. Ma il latte ha bisogno di essere sbattuto affinché il burro si formi.
Allo stesso modo l’essenza del Sugatagarbha si trova in tutti gli esseri senzienti. Ma finchè non pratichiamo per tagliare la nostra tendenza all’attaccamento, noi continuiamo a distrarci e fino a che la distrazione e la dualità continuano l’essenza del Sugatagarbha non sorge nella sua pura natura primordiale.
Perciò usiamo le pratiche del Trekchod per tagliare, cosicché il costante vagare della mente verso le varie tendenze cessi. Questa è l’intenzione con cui il praticante dovrebbe accostarsi a questi insegnamenti.

Natura non duale e genuina rinuncia.
La chiave della meditazione non è fare qualcosa; è non fare niente altro che  permettere che il flusso naturale dei pensieri  sia completamente libero dalle nostre deliberazioni, dalla nostra volontà.
Come praticanti Dzogchen dovreste praticare il Trekchod costantemente, non solo quando siete seduti sul cuscino a praticare formalmente. Se non lo fate, la vostra compensione della natura non duale sarà solo temporanea e non vi sarà una vera separazione dal samsara. E invece che genuina rinuncia la vostra rinuncia sarà diretta verso persone e luoghi piuttosto che verso la vostra ignoranza – o marigpa- o verso i trucchi della mente di sottili attaccamenti e avversione.
Allora la mente comincia ad avere avversione verso le cose piuttosto che avversione verso la mente stessa che distingue le cose, in più importanti e meno importanti. Invece che genuina rinuncia questa direzione errata vi dà un desiderio di separavi dal samsara poiché siete stanchi delle persone, delle cose, delle emozioni, di ciò che accade, dell’ALTRO’. Ma se siete stanchi dell’ ALTRO, c’è un sé che è stanco dell’altro, e quindi state cercando di comprendere la non dualità rendendola duale.
Molti praticanti sono spaventati di lasciare il samsara, poiché erroenamente applicano il Trekchod alle cose piuttosto che lavorare su se stessi. Applicando il Trekchod alla persona che percepisce le cose, si va in profondità. E si comincia a vedere il lato umoristico. Siete capaci di ridere alla stupidità che c’è nel far diventare le cose così tristi, tragiche, o qualunque cosa sembrino al momento.
Sua Eminenza Jetsun Khandro Rinpoche.

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I Versi Essenziali di Maitripa.

Rendo omaggio alla Beatitudine più Interna !

Dovessi spiegare Mahamudra , direi:
Tutti i fenomeni ? La tua mente !
Se guardi fuori per trovare il significato, sarai confuso.
I fenomeni sono come un sogno, vuoti di natura propria ,

E la mente è solo flusso di coscienza,
Non ha propria natura: solo flusso di energia .
Nessuna vera natura : proprio come il cielo .
Tutti i fenomeni sono uguali , simile al cielo .

Questo è Mahamudra , come lo chiamiamo noi.
Non ha un’identità da mostrare ;
Per questo motivo , la natura della mente
È di per sé Mahamudra
(Che non è costruita e non cambia ) .
Se ti rendi conto di questa realtà di base
riconosci tutto ciò che arriva, tutto ciò che accade ,
come Mahamudra,
e tutto ti pervade .

Resta nella vera natura, priva di fabbricazione .
Medita senza cercare il senso –
è privo di pensiero.
Se la tua mente cerca, la meditazione è confusa .

Perché è come lo spazio , o come uno spettacolo magico,
Non c’è né meditazione o non- meditazione ,
Come puoi essere separato o inseparabile ?
Ecco come uno yogi vede !

Allora, consapevole di tutte le cose buone e cattive come la realtà di base ,
Sei liberato .
Le emozioni nevrotiche sono grande consapevolezza ,
Sono per uno yogi come gli alberi per un incendio – COMBUSTIBILE !

A cosa servono i concetti di andare o restare ?
O , se è per questo , di ” meditare ” in solitudine ?
Se non capisci questo ,
sei libero solo in superficie .

Ma se non lo realizzi, cosa ti incatena?
Rimani in uno stato privo di distrazioni,
Cercando di regolare il corpo e la mente non produrrà meditazione .
Cercando di applicare tecniche non produrrà meditazione.

Vedi, nulla è stabilito definitivamente .
Sappi che ciò che appare non ha natura propria.
Le apparenze percepite: il regno di realtà, auto- liberate .
Il pensiero che percepisce : ampia consapevolezza, auto- liberata .
Non – dualità , identità [ di percipiente e percepito ] : la realtà .

Come una grande ruscello che scorre senza sosta ,
in qualunque momento
è per sempre lo stato risvegliato –
Grande beatitudine senza riferimento samsarico .

Tutti i fenomeni sono vuoti di natura intrinseca
E la mente che si aggrappa al vuoto si dissolve nella propria terra .
Libertà da attività concettuale
È il percorso di tutti i Buddha .

Ho messo insieme queste linee
Che possono durare per eoni a venire .
Per mezzo di questa virtù , possano tutti gli esseri senza eccezione
Rimanere nel grande stato di Mahamudra .

Istruzioni Essenziali di Maitripa tradotte da Marpa Lotsawa.


La Lampada di Mahamudra – Tsele Natsok Rangdrol.

La Lampada di Mahamudra – Tsele Natsok Rangdrol.

‘Mettere la mente a riposo’ è considerato il punto chiave per la realizzazione in tutte le innumerevoli istruzioni orali sulla meditazione, come Mahamudra, Dzogchen, Lamdre, Cho, Zhije e così via. Le istruzioni orali appaiono in modi diversi a causa della diversità di comprensione degli esseri umani.

Alcuni considerano la pratica di meditazione semplicemente come uno stato mentale senza pensieri, in cui cessano tuttue le percezioni grossolane e sottili dei sei sensi. Ciò è chiamato ‘stare in uno stato sordo di shamata’.

Alcuni presumono che una stabile meditazione sia uno stato di apatia neutra senza consapevolezza.

Alcuni considerano la meditazione come completa chiarezza, pacifica beatutudine o assoluta vacuità e si aggrappano a quelle esperienze.

Alcuni dividono la propria meditazione in frammenti, credendo che l’obiettivo della meditazione sia uno stato mentale di vuoto tra la cessazione di un pensiero e l’inizio di un altro.

Alcuni dicono: ”La natura della mente è dharmakaya! E’ vuota! Non può essere afferrata”. Pensare  ”Tutto è vuoto di esistenza intrinseca! E’ come una magica illusione! E’ come lo spazio!” e considerare ciò come lo stato meditativo significa cadere nell’intellettualismo.

Alcuni altri proclamano che qualunque pensiero e qualunque cosa accada è meditazione. Essi vagano nella follia cadendo sotto il potere del pensiero ordinario.

Tanti altri considerano il pensiero un difetto e lo inibiscono. Credono di stare in meditazione dopo aver controllato il pensiero e si legano ad una consapevolezza fissata o uno stato mentale di ascetismo.

In breve, la mente può essere sia immobile, in movimento nei pensieri e nelle emozioni disturbanti sia tranquilla in esperienze di beatitudine, chiarezza e assenza di pensiero. Sapere come sostenere la naturalezza spontanea di qualunque cosa accada, senza dovere creare, rifiutare o cambiare qualcosa è estremamente raro.

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.

~ Tsele Natsok Rangdrol , La  lampada di Mahamudra

Tsele Natsok Rangdröl

(1608-?) è stato un importante maestro delle scuole Kagyu e Niyngma del Buddhismo Tibetano. E’ anche conosciuto come  Tsele Gotsangpa.


QUANDO FERMARSI- Shabkar Tsogdruk Rangdrol (1781 – 1851)

imagesU5HY5T8FQuando tutto ciò che  faccio è pensare alla realtà

e lascio affievolire la consapevolezza

allora devo fermarmi.

Quando lascio andare competizioni, amori, affari,

prostrazioni, circumambulazioni, danze sacre e gesti –

allora sono sola e indipendente.

Quando lascio andare chiacchiere mondane, canti, preghiere,

mantra psico-energetici

allora sono in silenzio.

Quando lascio andare il confuso pensiero mondano, la fede, la compassione,

le pratiche esoteriche

allora sono aperta, viva.

Perchè?

Quando si smette di correre, il corpo sta comodo,

quando sta comodo, i nervi sono stabili,

quando sono stabili

l’energia della mente è stabile

e quando essa è stabile i pensieri si fermano da soli

ed erompe la lucida intelligenza.

Lo yogi non è mai malato perchè non disturba il suo corpo.

Quando si smettono i giochi con le parole

inizia la muta concentrazione,

l’energia che scorre all’interno si libera

e la conca di cristallo del nervo kati

intensifica la luce.

La vita di uno yogi è lunga perchè la sua energia scorre.

Quando si smette di pensare

i meandri del pensiero si fermano

e ci si libera.

Da The Flight of the Garuda (Thod rgal: 37b, iii – 38b, i., 1825), tradotto da Stephen Batchelor, 1998.

Note: il kati: è ” un nervo traslucido e cristallino o canale che connette il cuore con gli occhi”.(John Myrdhin Reynolds, The Golden Letters, p. 307).


L’ultimo consiglio prima di morire – Tsele Natsok Rangdrol (1608 – )

Istruzioni orali del grande Vidyadhara prima che lasciasse il corpo fisico per andare nel Dharmadhatu.

Sempre ed in ogni situazione mi inchino e prendo rifugio nel sublime Maestro

ornato di infinita Compassione che è come la Gemma che esaudisce i desideri!

Per ottenere la completa Illuminazione, dopo essere entrati nella porta del Buddhadharma,

bisogna abbandonare ogni preoccupazione su questa vita!

Parenti, famiglia, amici e altre persone conducono la mente verso le mete evanescenti

delle attività mondane, offrendo tutti i tipi di consigli apparentemente affettuosi.

Ingannare te stesso con tutto questo si tradurrà soltanto in diversi ostacoli

per la pratica del Dharma. Quindi è essenziale non ascoltare le loro parole!

Oltre ad un Maestro qualificato non troverete nessuno che possa dare genuini consigli spirituali.

Se si vuole praticare veramente il Dharma è necessario fare in fretta i preparativi per la morte.

Oltre a ciò, una persona che intrattiene molti progetti provvisori e finali non sarà in grado di essere un praticante di Dharma.

La gente al giorno d’oggi esteriormente finge e cerca di piacere a tutti,

ma ciò dimostra solo che sono posseduti interiormente da Mara.

Affidatevi al Dharma e al vostro Maestro!

Ritiratevi in montagna e dimorate nelle valli deserte!
Rinunciate all’attaccamento per i piaceri di breve durata come cibo, vestiti e così via!

Tagliate i legami con  i membri più vicini della famiglia!

Gettate via tutta l’ adulazione ipocrita e  le manipolazioni!

Concentratevi acutamente su qualunque cosa il vostro Maestro dica!

In questo modo la  pratica del Dharma sarà pura.

In generale, le persone oggi cadono sotto il regno di Mara.

In particolare, le donne volubili e indolenti non seguono i consigli dei loro insegnanti

e invece assumono la guida della loro famiglia.

In questo modo  rimandano  ciò che sicuramente dovrebbero fare ora: lo studio e la formazione nella pratica del Dharma.

Sembrano essere prese prevalentemente in attività mondane inutili,

inchinandosi a parenti e amici, e simili.

Quindi occorre ‘tapparsi il naso” e non ascoltare gli altri!

Sinceramente prendete a cuore il fatto che l’ora della morte è incerta. Quindi sapendo che non c’è tempo da perdere, diligentemente applicatevi alla pratica spirituale!

La gentilezza dei vostri genitori può essere rimborsata solo attraverso la pratica del Dharma,

non vi è alcun beneficio nel ripagarli con conquiste mondane.

La gentilezza del vostro insegnante può essere rimborsata solo con la pratica della meditazione, nient’altro lo farà.

Gli esseri senzienti possono essere beneficiati solo attraverso la volontà di ottenere il Bodhichitta e facendo aspirazioni 

in paragone a questa qualsiasi altra azione immediata è di scarso beneficio.

Per quanto riguarda i vostri voti e samaya, se non si prende la propria coscienza come testimone,

si diventa solo degli ipocriti, anche se esternamente  si mantiene una moralità superficialmente virtuosa.

Rimanete in valli isolate e rifugi di montagna, perché ogni pratica spirituale fatto tra la folla

ottiene solo di coinvolgervi in una situazione dopo l’altra.

Se non riuscite a prendere il controllo della vostra mente, anche se si fanno molte promesse e si prendono mille voti,

ciò si tradurrà in quasi nessun beneficio.

Se non realizzate il punto chiave della Consapevolezza Naturale ~~~ che conoscere una cosa libera tutto ~~~ non troverete alcuna certezza rincorrendo senza fine informazioni apparentemente importanti”.
Riassumendo   tutti i punti essenziali: con il pensiero “sicuramente morirò!” affrettate i vostri piani per praticare il Dharma!

Dal momento che un maestro è la tua unica speranza, supplicalo/la  dal Cuore!

Dal momento che ogni piacere e dolore, tutto ciò che ti accade, è un debito del passato, non intrattenerti in molti progetti!
Tratta le persone buone, malvage e imparziali  come esseri al di sopra di te e prendi sempre il posto più basso! Allenati nel puro percepire imparziale e non sminuire gli altri!

Riconosci i tuoi errori e non meditare sulle mancanze degli altri!
Dal momento che il punto essenziale di tutti gli insegnamenti risiede nella tua mente, controlla sempre la sua natura!
Sbarazzati della  fissazione di meditare rigidamente su un punto di riferimento e invece lascia la  Consapevolezza in spensierata apertura!

Decidi che qualsiasi cosa si verifica è l’espressione giocosa della Consapevolezza;

non cercare di fare il bene o correggere il male!
Tutta l’esperienza è la propria mente e la mente, libera da sorgere e cessare, è l’identità del Trikaya Guru.

Questo Guru è indivisibile dalla Consapevolezza Naturale. La sua Luminosità consapevole comprende tutto ciò che appare ed esiste.
Poiché tutta l’ apparenza ed esistenza è la manifestazione magica di questa unica espansione di consapevolezza, la visione ultimaè quella di vedere la mente nella sua totale nudità naturale.
”Addestrarsi nella Meditazione ”  è rimanere in questo continuamente.
”Conoscenza Risultante” è quando viene proiettato un pensiero.

“PostMeditazione”(Realizzazione conseguente) è il riconoscere tale proiezione.

Condotta” è integrare quando si cammina, si sta seduto e tutte le altre attività con lo stato di Consapevolezza.

L’indivisibilità di meditazione e postmeditazione  consiste nell’essere sempre liberi da distrazione o confusione, senza essere interrotti da momenti di torpore o di insorgenza di pensiero.

Quando è perfezionata, questa è l’indivisibilità di apparenza e di mente, di sé e degli altri, del piacere e del dolore,di inimicizia e amicizia, e di amore e odio.

In breve, fruizione”, è avere definitivamente esaurito tutti i tipi di  concetti duali.

Quando ciò è accaduto, samsara e nirvana sono purificati nello spazio di Dharmadhatu

e ci si rende conto che i tre Kaya sono spontaneamente presenti. Questo si chiama raggiungere la Buddhità“, l’ “esaurimento dei fenomeni e concettio diventare un Siddha“.

Quello è il momento di acquisire padronanza di nascita e morte e degli elementi fisici, allora la Compassione, l’azione senza sforzo si verificano spontaneamente  nell’intero universo.
In breve, la causa fondamentale di tutto ciò non è altro che la Naturale  Consapevolezza Presente. Pertanto, il sublime punto chiave è mantenere  continuamente la Consapevolezza Naturale sia di giorno che di notte, senza alcuna separazione.

Per quanto riguarda i pensieri che si verificano come espressione di questa Consapevolezza Naturale, siano essi grossolani o sottili, non analizzarli e neanche seguirli. Non cercare di riportarli nella meditazione o ostacolarli. Se si riesce a riconoscere semplicemente l’improvvisa comparsa di un pensiero, poi si lascia proprio così.

Quando accade di essere coinvolti in pensieri che ricordano il passato o si intrattengono con il futuro, si lascino direttamente nella Consapevolezza. Se un modello di pensiero continua, non vi è alcuna necessità di un’antidoto speciale poiché  qualsiasi cosa  avviene viene liberata da sé.

Ciò che avviene spontaneamente è la Luminosità della mente. Vederlo con vivida chiarezza  è l’Istruzione Essenziale!
E’ la disposizione naturale della mente di riflettere spontaneamente. Di conseguenza, trascorri la vita in questo stato di apertura spensierata e pervasiva, di non meditazione senza distrazioni, di conoscenza Una Cosa  Libera Tutto –

in cui tutto ciò che appare e esiste è Dharmakaya, Samsara e Nirvana sono indivisibili e ciò che sorge e la liberazione sono simultanei.

Se spendi tutta la tua vita in attività spirituali in questo tipo di stato, in cui il pensatore e l’oggetto del pensiero sono una unità indivisa, non c’è un solo dubbio che si catturerà il “Baluardo del Non- Ritorno” in questa stessa  vita!

Ovunque la persona che ha abbandonato tutte le attività si trovi, quello  stesso posto è Campo di Buddha.
Se potete supplicare senza falsità, tutto ciò che appare e esiste è allora il Mandala del Guru.

Non appena si taglia la radice del demone dell’attaccamento all’ego, si è definitivamente liberi da ostacoli, disgrazie e Mara.
Nel momento in cui si capisce che il Guru è indivisibile dalla propria mente, la menzogna che ci sia  incontro e separazione crolla spontaneamente.
Una volta aver risolto che Samsara e Nirvana sono l’espressione della Consapevolezza, chi è lì per provare il dolore di qualsiasi regno inferiore?
Quando ci si rende conto che la nostra Consapevolezza Naturale è il primordiale libero Dharmakaya, qual è il punto di intrattenere speranze e timori circa i sentieri e le bhumi?

Nella riunione tra la già conosciuta Madre e la Luminosità del Figlio, a che scopo temere il crollo del corpo illusorio?

Al momento della morte, si muoia nello spazio primordialmente puro della Luminosità!
Mentre si vive, non c’è nulla di più importante che praticare la meditazione con costanza instancabile!
Si possono confrontare tutti i sutra, tantra e le istruzioni orali, ma l’essenza della realizzazione non è altro che questo!
L’ultimo e fondamentale consiglio del cuore è proprio questo!
E le mie ultime parole prima di morire non sono altro che questo!

Tutti i meritevoli che si dedicano a me, non facciano chiacchiere su  questo, ma assimilino il suo significato!
L’esperienza dell’Originale Risveglio allora sorgerà all’interno del cuore, e si arriverà alla Buddhità in un solo istante!

Qualunque merito derivi  da questo consiglio, possano  tutte le mie vecchie madri, gli esseri senzienti che riempiono tutto lo spazio,  essere  liberati!

Davanti alle porte chiuse del Monastero di Labrang.

Davanti alle porte chiuse del Monastero di Labrang.

Translated by Erik Pema Kunsang

(Traduzione italiana di Eva)