Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

Ultimi articoli

Nessun fango, nessun loto- Thich Nhat Han

Nessun fango, nessun loto.

Nessun rumore, nessun silenzio.

Nessun silenzio, nessun canto.
Non amaro, non dolce.
Nessun basso, nessun alto.
Nessun vecchio, nessun giovane.
Non debole, non forte.
Non brutta, non bella.
Non rotto, non intero.
Nessun nero, nessun bianco.
Nessun bianco, nessun colore.
Nulla mancante, nulla trovato.
Niente caduta, nessun aumento.
Nessun lavoro, nessun gioco.
Nessuna morte, nessuna nascita.
Non Adamo, non Eva.
(Non Eva, non Adamo).
Nessun fango, nessun loto.

Brindisi alla luna – Li Bai (701- 763)

Tra i fiori, un unico vaso di vino.

Nessun altro qui, lo raccolgo io stesso.

Sollevando la mia tazza, ho brindato alla luna brillante,

e insieme alla mia ombra siamo tre amici,

anche se la luna non ha mai capito il vino,
e solo l’ombra mi segue.

Per un momento siamo fratelli, io, la luna e l’ ombra.
Provo una gioia come di primavera:

Canto, e le rocce della luna vanno avanti e indietro;
Ballo, e l’ombra si frammenta in pezzi.

Sobrio, siamo insieme felici.
Ubriaco, ci dividiamo nelle nostre direzioni:

intimi per sempre, vagabondiamo spensierati
e ci incontriamo nuovamente nelle distanze del Fiume di Stelle.

Li Bai- 743 circa

La montagna di giada, ovvero il Corpo e l’Esagramma 63

Il Monte si trova tra Cielo e Terra e nell’immaginario simbolico taoista e confuciano esso è l’Uomo. Cielo, Terra e Uomo sono la triade cosmica in cui ciascuno si adatta all’altro, cercando di realizzare l’Uno Assoluto. Il monte è nella Triade l’uomo e   deve agire in corrispondenza del tempo e della necessità, ricorrendo quando necessario alla divinazione per allineare il suo fare alle esigenze macrocosmiche, di cui che ce ne rendiamo o no conto, siamo un riflesso.

I più antichi testi taoisti si spinsero a elaborare mappe del corpo umano in forma di montagne. Una delle più famose è il Neijing tu, una mappa corporea sottile sotto forma di montagna, che descrive un microcosmo interiore con le sue energie, i luoghi simbolici di realizzazione (i campi di cinabro), culminante con il monte Kunlun e terminante con una conca – il crogiolo- in cui avviene la prima trasformazione alchemica.

neijingtu

La mappa si legge dal basso verso l’alto e rappresenta un profilo umano. La spina dorsale è il corso d’acqua che fluisce verso il basso fino ad incontrare un carro a 4 ruote che la raccoglie. Due figure umane maschio e femmina sono dedite all’opera (Yin e yang , e ricordiamo che anche nell’alchimia operativa occidentale l’Opera si compie con una soror mistica…). Cosa fanno le due figure? Sono intente a lavorare ad una macina, posta proprio sotto la coda spinale, per raccogliere l’acqua discendente e far si che non si disperda. Il Fuoco è l’elemento che vaporizza l’acqua, facendola risalire trasformata in vapore- operando la reversione e il ritorno verso l’alto, ottenendo un primo grezzo elisir, il cinabro.

Fuoco sotto e Acqua sopra corrispondono all’Esagramma 63, Dopo il Compimento, e questo è un fatto curioso per più di un aspetto. Il posto, il penultimo della sequenza dei 64, casualmente è proprio quello che recita:Dopo il compimento; successo in piccole cose. Perseverare corretto porta premio. Buona fortuna agli inizi, disordine alla fine.

In questa prima opera (prima conjunctio nell’alchimia operativa occcidentale) l’E 63 corrobora in modo davvero troppo chiaro per cui sia un semplice caso il senso esoterico del lavoro: difatti non c’è la conclusione del processo, è solo l’inizio del percorso di risalita, dove altri ben due campi di cinabro, più in alto, devono essere affrontati e trasformati; le probabilità che vada qualcosa storto sono reali , ma per ora la prima parte dell’opera è conclusa. La piccola volpe che puo voltarsi indietro vanificando ciò che si è fatto è la nostra disattenzione e debolezza che invece di operare la reversione, disperdono all’esterno il nettare vitale (qui è esplicito il richiamo allo sperma e agli umori sessuali, punto centrale della trasformazione psicofisica).

32.6 >50 Crogiolo – Che succede se rompo il silenzio e le scrivo…?

Durata riguarda il restare costanti e fedeli al proprio scopo, in una situazione che ha bisogno di tempo per svilupparsi.

32.6- La linea è debole, in posto che di solito è occupato da chi è fuori dall’azione. Si dovrebbe agire in modo disinteressato, al di sopra degli ottenimenti forzati, invece si è irrequieti, si hanno ripensamenti, dubbi e pregiudizi. Non è il momento di agire e tornare sui propri passi: ciò reca sciagura perché il momento non è adatto. Calmando l’irrequietezza che spinge ad agire si può invece arrivare ad ottenere il successo. Non tutto dipende dal fare, in questa situazione è  la costanza che si dimostra all’esterno a  far sì che si sia apprezzati e ricercati. Restando costanti nel proprio comportamento segue dunque il successo nell’impresa.

Mistero su mistero- Meng Jao

Il poeta Meng Jiao,  della dinastia Tang (618/907),  non sapeva interpretare delle linee e si recò a visitare un eremita di nome Yin,  affinché  potesse spiegargli l’I Ching. Quando fece ritorno  al suo eremo, Meng scrisse una poesia per descrivere la natura travolgente della sua esperienza.

Il maestro ha parlato del Cielo e della Terra,

ha parlato con la voce dello spirito tartaruga.

Mistero su mistero, ciò che è oltre la comprensione degli uomini, tutto ha reso chiaro.

La luna d’autunno imbiancava la notte,

una brezza fresca cantava la musica del limpido ruscello.

Ascoltando accanto a lui, ho seguito  la Verità fin nel profondo,

e all’improvviso eravamo in un regno lontano

i nostri spiriti risuonavano nell’ immobilità

 senza bisogno di parole.

Quell’istante di illuminazione ha sciolto mille nodi.

I pensieri di quella sera hanno lavato via ogni  cura quotidiana. Ora questa  barchetta di viandante non  si può arrestare nella  marea che si alza,

e il cavallo in partenza nitrisce mordendo la via.

Yin l’eremita, tra le sue solide rocce del monte

ha mostrato la Verità al suo nuovo amico.