IO SONO SPACCATA, IO SONO NEL PASSATO PROSSIMO.

non ho parolegrande 

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa,
il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire
io sono senza aggettivi, io sono senza predicati,
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole,
io non ho parole pregnanti, io non ho parole
cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho
parole che puliscano, io non ho parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza
parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie,
ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono,
sempre mi deludono, sempre mi mancano
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io
appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.

(Mariangela Gualtieri da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

Una donna forte.

jane7Una che cade, che ha paura
una che teme di perdersi, ma che non controlla mai.
Una che danza immersa nelle cose
e resta immobile in un solo punto
allo stesso tempo e con ostinazione,
Una che accetta pur sapendo di rischiare,
che decide di mettere gli specchi in vista per vedersi,
una che tesse con dieci fili
sapendo sempre qual è quello rosso,
e che se lo perde, ricomincia da capo.
Una che disegna nuvole
e ne segue la scia.
Una che sorride quando
si avvicina il temporale,
che cammina sotto la pioggia
come fosse un dono del cielo.
Una che si siede a guardare il tramonto
bevendo le ultime luci del giorno
e chi si copre di oscurità come un manto.
Che non decide di allontanarsi dal fuoco,
che non vuole smettere di bruciarsi
e trasformarsi. Una che accetta di cambiare
pur sapendo di dover rinunciare alla solidità
del certo per il soffio leggero dell’incerto.
Una che legge il movimento dei fili d’erba
e la forza delle maree.
e ascolta il fruscio del vento
e ne cerca le parole antiche..
Una che ama la polvere
perchè la polvere è l’esperienza,
una che non rimpiange, non crede alle colpe
e soprattutto non le dà.
Una che spera di conoscersi
attraverso i suoi passi nel mondo,
che aspira all’orizzonte
per tornare a casa,
che vuole trovare la casa dell’arcobaleno
pur sapendo benissimo che quella
è sempre un passo oltre.
Una che non giudica perchè
un giudice sa condannare
come un dio impassibile.
Una che è acqua mutevole,
vento tra le foglie,
terra di montagna,
brace silenziosa,
alba e crepuscolo.
Una che fa tutto questo
e lo fa sorridendo
anche se sperduta
in lande solitarie, desolate
e pericolose,
quella è
una donna forte.
(Devi Ananda)