Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

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Il ritrovamento dell’anima- Liber novus

Colui che non desidera  le cose esteriori raggiunge l’anima.
Se  egli non trova l’anima viene vinto dall’orrore del vuoto  ed è guidato dalla paura, che batte il  tempo con frustate sferzanti, mentre egli  si sforza continuamente,  cieco e disperato, nel desiderio  delle le cose cave del mondo. Egli diventa folle per  un desiderio senza fine  e dimentica la via della sua anima, per mai più ritrovarla. Egli corre dietro a tutte le cose e vuole impadronirsene ma non troverà la sua anima poiché può trovarla soltanto dentro se stesso.  In verità la sua anima è racchiusa nelle cose e negli uomini, ma il cieco si impadronisce delle cose e degli uomini, non della sua anima che si trova nelle cose e negli uomini. Egli non  conosce la sua anima. Come può distinguerla dalle cose e dagli uomini? Egli può trovare la sua anima nel desiderio ma non negli oggetti del desiderio. Se egli possiede il desiderio ma non è posseduto dal desiderio egli trova la sua anima, poiché il desiderio è l’immagine e l’espressione della sua anima.

Se possediamo l’immagine di una cosa, possediamo metà di quella cosa.

L’immagine del mondo è la metà del mondo. Colui che possiede il mondo ma non la sua immagine possiede solo la metà del mondo poiché la sua anima è povera e non ha niente.

La ricchezza dell’anima consiste nelle immagini.

Colui che possiede l’immagine del mondo possiede la metà del mondo anche se è povero e non ha niente.

Ma la fame rende l’anima  una bestia che divora cose insopportabili e da esse ne è avvelenata.

Amici, è saggio nutrire l’anima altrimenti alleverete draghi e demoni nel vostro cuore.

C. G. Jung -Refinding the Soul – Liber Novus-, Liber I.

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Incontro con l’anima- C.G. Jung.

Anima mia, dove sei? Mi senti? Io parlo, io ti chiamo- sei qui?

Sono tornato. Sono di nuovo qui. Ho scosso la polvere di ogni terra

dai miei piedi, e sono venuto da te. Sono con te. Dopo lunghi anni di vagabondaggi, sono

venuto da te di nuovo.

Dovrei dirti tutto ciò che ho visto e sperimentato, tutto ciò da cui ho bevuto?

Oppure non vuoi sapere nulla del chiasso della vita e del mondo?

Ma una cosa devi sapere: l’unica cosa che ho imparato è che bisogna vivere questa vita.

Questa vita è la via, la via tanto cercata verso l’insondabile che chiamiamo divino.

Non c’è altro modo, nessun’altra via o falso sentiero. Ho trovato la via giusta,

mi ha condotto a te, alla mia anima.

Ritorno, temprato e purificato. Mi riconosci? Quanto è durata la separazione!

Tutto è così diverso, ora. E come ti ho trovata?

Quanto è stato strano il mio viaggio!

Che parole posso usare per dirti per quali tortuosi sentieri una buona stella

mi ha guidato fino a te?

Dammi la tua mano, anima mia quasi dimenticata. Come mi riscalda la gioia di rivederti,

anima a lungo ripudiata. La vita mi ha di nuovo condotto a te. Ringraziamo la vita che ho

vissuto per tutte le ore felici e tristi, per ogni gioia, per ogni dolore. Anima mia, il viaggio

continuerà con te.

C. G. Jung – Liber Novus (Curator Sonu Shamdasani)- 2009  W.W. Norton & Company

Liber Primus, cap.1, Refinding the Soul

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