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Esagramma 56 – Il Viandante

 

Fuoco, Li sopra

Monte, Ken sotto

Tranquillità sotto la luce. Sul monte  i raggi del sole riscaldano e illuminano le vette e le pendici. Come un eterno viaggiatore il sole viaggia mentre il monte è fermo. Il sole  non illumina mai a lungo i luoghi che attraversa, costante e quieto nel suo andare.

Sentenza Il Viandante. Riuscita per piccolezza. Al viandante perseveranza è salutare. 

Il viandante è qualcuno che non resta mai a lungo nello stesso luogo; quando si ferma, lo fa per poco e poi passa oltre, senza legami particolari, equanime e solitario. Non restando mai a lungo nello stesso luogo, le imprese che  intraprende si sviluppano poco, quel tanto che il momento concede. Terre straniere e separazione sono la sorte del viandante. Anche le relazioni con gli altri sono passeggere e si sviluppano quel tanto che basta a non spezzarle. La fine del viaggio per questa impresa è lontana e si deve continuare a cercarla, senza dar peso alle vicissitudini che stiamo attraversando ora. Il viaggiatore che insiste nel suo viaggio, nonostante tutto, libero da vincoli, avrà fortuna.

Immagine Sul monte vi è il fuoco: l’immagine del viandante. Così il nobile è chiaro e cauto nell’applicare le punizioni e non tira per le lunghe i processi.

Il fuoco è chiaro e luminoso sulla quiete del monte  immobile e tranquillo. Cosi agisce anche un viandante: egli deve lasciarsi alle spalle ciò che è inamovibile e non può seguirlo, per proseguire il suo cammino in altri luoghi.  Straniero in quel luogo ed estraneo alle genti che incontra, liquida le sue faccende senza lasciare niente in sospeso, agendo con giustizia e sincerità.  Non perde tempo a soppesare il pro e il contro, non si attarda a mantenere in sospeso le decisioni. Estraneo a farsi coinvolgere, il suo intervento è sbrigativo, chiaro e tranquillo. Siamo  in una situazione  passeggera, in evoluzione; non raccogliendo le opportunità che si presentano di permanere in una data situazione, si deve  continuare da soli il viaggio, senza rimandare la decisione e tergiversare.

Linee

1- Il viandante si immischia in piccinerie, così si attira disgrazia.

Quando qualcuno non ha forza sufficiente per muoversi in avanti e andarsene, si attarda in cose futili,  spendendo il proprio tempo in ciò che è di poco conto e secondario. Ma l’insistenza in tali cose meschine porta alla fine ad attaccarsi ad esse e a ulteriori problemi. Muta in 30 Fuoco

2- Il viandante giunge alla locanda. Ha il suo possesso con sé. Egli ottiene la perseveranza di un giovane servitore.

Vi è riposo. E’ un tempo di tranquillità in cui l’andare è sospeso, avendo raggiunto un luogo stabile dove restare. La sospensione del cammino è momentanea, perché lo scopo del viaggio ancora sussiste. Ma si decide di staccare e stabilirsi in modo da non dipendere dagli altri: si ha come sopravvivere da soli e tutto ciò che  serve. Estraneo ma amichevole un giovane servitore si mette al suo servizio. Il rapporto con lui è pur sempre di estraneità e distaccato, ma durevole nel tempo. Muta in 50 Crogiolo

3- Al viandante brucia la locanda. Egli perde la perseveranza del giovane servitore. Pericolo.

 Trovarsi in una situazione di stabilità, seppure provvisoria, significa restare quieti. Ma qui si agisce con inquietudine e irruenza e di conseguenza si perde ogni cosa. Anche chi ci ammirava e stimava si allontana e i rapporti mutano in estraneità.  Muta in 35 Progresso

4- Il viandante riposa dove ha trovato alloggio. Egli ottiene il suo possesso e un’ascia. Il mio cuore non è lieto.

Sempre in cammino, estraneo e separato dagli altri,  si adatta a stare in un luogo di ripiego. Ha mezzi e capacità per essere autonomo e trovandosi tra gente poco amichevole, sa difendersi all’occorrenza. Tuttavia la sua condizione è di trovarsi tra gente che non accoglie volentieri le sue capacità e le sue iniziative. Così resta malinconico e incompreso, il che rende molto triste la sua vita. Muta in 52 Arresto

5 Egli abbatte un fagiano. Cade con la prima freccia. Alla fine ne risulta lode e impiego.

Abbattere un fagiano, simbolo del fuoco e della luce, è come riuscire a cogliere un’occasione al volo, e con perfetto tempismo compierla subito, al primo tentativo. Si trova il luogo e il tempo giusto per stabilirsi e trovare il proprio posto, si mettono a frutto le  risorse e le  capacità che si possiedono, con l’approvazione degli altri e una stabile attività che ci soddisfa.  Muta in 33 Ritirata

6- All’uccello brucia il nido. Il viandante prima ride, poi deve gemere e piangere. Egli perde la vacca per leggerezza. Sciagura!

Arrivata in alto la forza del fuoco è eccessiva e brucia il nido, il rifugio sicuro dell’uccello. Il viandante, che in un primo momento rideva, dopo essersi reso conto dei risultati del suo eccesso e della sua presunzione non può far altro che disperarsi e pentirsi. All’inizio  ha sollievo e soddisfazione, ma poi sorgono rimpianti e tristezze. E’ tardi per tornare sui propri passi, ci si è spinti troppo in là esagerando in leggerezza e superficialità; avrebbe dovuto pazientare e aspettare gli eventi invece la sua irruenza nel disfarsi della stabilità conseguita, gli fa perdere completamente l’impresa. Muta in 62 Preponderanza del piccolo