Cercando il senso, cielo e terra si dividono.

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Congiunzione degli opposti – J. Hillman.

E’ un’esperienza abbastanza frequente: ad ogni nuova mossa psichica, immediatamente udiamo le voci dell’Animus che ce ne distrae, spiritualizzando l’esperienza in astrazioni, cavandone fuori il significato, trasferendolo nelle azioni, dogmatizzandolo in principi generali, o usandolo per dimostrare qualcosa. Dove Anima è più viva, lì fa il suo ingresso Animus.

Analogamente, quando siamo impegnati nel lavoro intellettuale, o immersi in meditazione, o risoluti a fronteggiare a piè fermo ogni avversità, ecco che Anima invade con immagini e paure, con le distrazioni di attaccamenti e legami, con telefonate, bisogni naturali impellenti, disperazioni suicide, oppure viene a turbare con interrogativi sempre più profondi e incognite inquietanti. Mossa da una nuova idea o da un nuovo impeto spirituale, ecco lì Anima, che vuole andare subito al personale, che vuol sapere: ”In che rapporto è?” , che chiede: ”E io, allora?”. Queste tormentose incursioni dell’anima nello spirito e dello spirito nell’anima sono la sigizia in azione. E’ questa la coniunctio.

Anima- J Hillman

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Il mistero, la segretezza.

Il mistero è buio, oscuro e carico di domande. Facciamo illazioni, sospettiamo, crediamo di aver capito, ma tutto resta appiccicoso e troppo solido, come un fascio di spine che non si riesce a districare. Il mistero straccia dentro, ancora nulla si esprime, silenziosamente l’anima si volta e cerca e guarda: ma nulla, niente, non si placa la sua sete, c’è questo grande buio dove vagano frammenti di sconosciuti fantasmi, indistinti, estranei.

Il mistero dà dolore. E’ il velo che divide conoscenza e non conoscenza, e quando siamo in cerca di vie d’uscita, implacabile ci lascia a vagare nel suo labirinto: e così ripercorriamo mille volte le strade già battute, ritorniamo indietro, tentiamo e ritentiamo ancora di penetrare in quel minuscolo spiraglio di luce che si fa vedere, che richiama. Il mistero vuole essere svelato. E si fa svelare, a prezzo di una solitudine carica di silenzio e fragilità. Fragilità che diventa cristallo, e che comincia a brillare quando, stanchi di ambizioni, ci chiniamo ad accettare umilmente la nostra condizione. Fragilità umile ma furiosa, poiché riconosciuta dall’anima come unica via d’uscita a quel senso di soffocante stasi, di incognita gonfia di attese, che è il mistero.

Si svela, appena diventi umile. Allora una luce comincia sollevarsi nel tuo cuore, fiamma, stella, fornace dove le passioni ardono ora per splendere e non per soffocarti con l’intrusione continua della mente,dei suoi chiacchiericci e il soppesare continuo. Il mistero si svela lasciando che la fiamma arda. Calore interiore, fuoco che tutto brucia e ci ricollega con l’altro e tutti gli altri.

Allora, quando il mistero è svelato deve essere mantenuto segreto. La segretezza avverte: tienilo per te, che il cammino sia simbolo della tua Storia.

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Quando dire, a chi dire, cosa dire.

Vi è qualcosa nella materia delle esperienze mistiche che chiede segretezza, come se l’archetipo dietro agli eventi che stanno avendo luogo avesse bisogno di una certa tensione che gli permetta di essere adempito. Gli alchimisti visualizzano questa segretezza con l’immagine di un veicolo chiuso. In molte favole l’eroe o l’eroina hanno il dovere di non dire nulla fino a che la prova non sia compiuta. Nei misteri religiosi greci i partecipanti venivano minacciati di morte se avessero detto quello che succedeva. I riti di iniziazione richiedono il giuramento di segretezza. La segretezza si intensifica permettendo a ciò che sta per realizzarsi di crescere e di maturare in silenzio in modo da poter essere rivelato in seguito.

La segretezza è il fondamento della rivelazione, rendendola possibile; ciò che succede segretamente, oltre le scene, rende possibile l’esistenza del dramma quando il sipario si apre e luci si accendono. Il desiderio di mantenere segrete le cose fa parte dell’essere testimoni di ciò che è misterioso. Cosa non dire, quando dire, a chi dire, come dire, queste domande cariche di pericoli corrono sulla lama del rasoio tra il deluso isolamento paranoico e la forza individuale, tra un arrogante esoterismo privato e un’incerta solutudine di silenzio. La segretezza è causa di individualità; ciò che tutti sanno non è più individuale. Senza i nostri segreti individuali siamo solo delle nullità pubbliche.

James Hillman- Commento a Kundalini.