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Lo Squonk (Lacrimacorpus dissolvens)

Jorge Luis Borges descrisse lo Squonk nel Manuale di Zoologia fantastica:
La zona dello Squonk è molto limitata. Fuori di Pennsylvania poche persone ne hanno sentito parlare, benché nelle cicutaie di quello stato sia abbastanza comune. Lo squonk è di tinta molto cupa e in genere viaggia all’ora del crepuscolo. La pelle, che è coperta di verruche e di nei, non gli calza bene; a giudizio dei competenti, è il più sfortunato di tutti gli animali.Rintracciarlo è facile perché piange continuamente e lascia una traccia di lacrime. Quando lo serrano e non può fuggire, o quando lo sorprendono o lo spaventano, si dissolve in lacrime. I cacciatori di squonk hanno più fortuna nelle notti di freddo e di luna, quando le lagrime cadono lente e all’animale non piace muoversi; il suo pianto s’ode sotto i rami degli oscuri arbusti di cicuta.
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Lo Squonk-

Da Wikipedia:
Nel folklore statunitense, lo Squonk è una misteriosa creatura che abita nelle foreste di conifere della Pennsylvania settentrionale. Gli Squonk sono esseri di brutto aspetto e tristi, che piangono in continuazione, lasciando alle proprie spalle una scia di lacrime.

Lo Squonk è un membro della vasta famiglia delle “creature paurose” (Fearsome Critters) che, nel folklore americano, abitano le foreste da legname. Queste leggende si sono sviluppate soprattutto nel XIX secolo, probabilmente come mitizzazione dei pericoli reali con cui i boscaioli avevano a che fare nelle regioni isolate e ancora selvagge in cui si trovavano a svolgere il proprio lavoro.

Il primo resoconto scritto sullo Squonk si trova nel libro di William T. Cox Fearsome Creatures of the Lumberwoods, with a Few Desert and Mountain Beasts (1910). Secondo Cox, lo Squonk è di colore scuro e ha una pelle cadente, coperta di verruche e di nèi, che lo rendono estremamente brutto a vedersi. Lo si incontra soprattutto al crepuscolo; il suo pianto ininterrotto proviene spesso dall’ombra degli alberi di tsuga. Se viene catturato, o spaventato, si dissolve in lacrime; per questo motivo ha meritato il “nome scientifico” di Lacrimacorpus dissolvens.

« Il signor J. P. Wentling, già di Pennsylvania, e ora residente a St. Anthony Park, Minnesota, ebbe una triste esperienza con uno squonk nei pressi di Monte Alto. Aveva imitato il pianto dello squonk e aveva indotto l’animale a entrare in una borsa, che ora stava portando a casa, quando all’improvviso il peso s’alleggerì e il pianto smise. Wentling aprì la borsa: non restavano più che lagrime e borboglio. »
((William T. Cox, Fearsome Creatures of the Lumberwoods, Washington 1910))

I “cacciatori di Squonk” hanno più fortuna nelle notti fredde di luna, quando le lacrime cadono lente e l’animale si muove con maggiore difficoltà.

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