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La pratica di Tsogyel

Quando la grande yogini Yeshe Tsogyel stava per morire, tutti i suoi discepoli e discepole si radunarono intorno a lei e cominciarono a disperarsi. Tsogyel allora iniziò a trasmettere tutto ciò che aveva capito durante la sua vita, consegnando ai suoi più intimi amici gli insegnamenti finali, acquisiti nel lunghi anni di viaggi e di pratica. Spiegò come nella sua vita non avesse mai rifiutato nessuna esperienza, vivendo ciascuna come un passaggio verso la liberazione. Figlia, madre, amante, consorte, moglie, eremita, aveva vissuto tante vite insieme, in un’esistenza ricchissima di avvenienti sia fisici che spirituali. La grande yogini aveva attraversato ogni momento con in mente l’unico desiderio profondo: dimorare stabilmente nella realtà fondamentale. Yeshe Tsogyal aveva seguito sempre le istruzioni di Padmasambhava, il suo consorte tantrico (o controparte maschile/animus) e Maestro, identico al suo Stato Naturale, personificazione di una Saggezza priva di macchia, onnisciente e al di là di ogni concetto, che ognuno di noi possiede. Ogni momento il Guru la guidava – così come in ogni momento guida noi, che invece spesso ci opponiamo, razionalizzando e scegliendo in base al pensiero dualistico: giusto/sbagliato, vantaggioso/svantaggioso. Yeshe Tsogyel decideva seguendo un’altra via, quella sconfinata presenza che passo dopo passo, volta dopo volta, ci richiama per connetterci ad essa, realizzando la nostra vera natura. Le esperienze diventano ornamenti, la vita un campo di pratica, il corpo, parola e mente mezzi per liberarsi.

Istruzioni finali di Tsogyel:
” Per pietà! Ascoltatemi o miei fedeli tibetani!
Dite alla gente che mi sono riassorbita nello spazio interno, la base onnipresente,
e che i dolori e le pene della corporeità sono cessati.
Dite loro che Tsogyel mortale alla fine ha raggiunto uno stato immacolato,
e che l’agonia e l’estasi dell’incarnazione sono terminati.
Dite loro che il corpo illusorio di carne e sangue è stato trasfigurato
e le diagnosi, le prescrizioni, la moksa, i salassi e gli aghi roventi non sono più necessari.
Dite loro che quando la verità dell’impermanenza si manifesta
ciò che sembra concreto e permanente svanisce.
Dite loro che la fine del viaggio è un corpo di luce
e questo nero cadavere, questo fagotto di muco e acqua scompare.
Dite loro che Ama Tsogyel si è dissolta nella A primordiale,
e i pianti dell’ angoscia sono cessati.
Dite loro che l’esterno e l’interno, la madre e il figlio si sono riuniti
e la materia superflua, la carne e il sangue, è svanita.
Dite loro che la compassione del Lama non viene mai meno;
le sue molteplici apparizioni danno il benvenuto in tutto l’universo.
Dite loro che questa donna incorreggibile, questa donna impudica priva di inibizioni,
ha raggiunto l’impossibile nove volte di seguito.
Dite loro che questa figlia del Tibet, questa detestabile zitella,
ora è la Regina dell’essere assoluto e vuoto di Kunzang.
Dite loro che questa donna, senza limite in quanto a inganno e presunzione,
è ruscita nel suo ultimo inganno ed è andata nel sud.ovest.
Dite loro che questa donna passionale, ripetutamente caduta nel suo labirinto di intrighi,
grazie agli intrighi è svanita nella sfera dello spazio interno.
Dite loro che questa vedova del Tibet, rifiutata dai tibetani,
ha catturato lo stato della Buddhità.
Adesso non disperate! Pregate di ricevere il flusso di grazia!
Tsogyel non abbandonerà mai i fedeli!
Quando mi pregherete, sicuramente apparirò.
Perciò amici, tornate alle vostre case e pregate!
Possa la vostra felicità e fortuna crescere!

Da K.Dowman- La danzatrice del cielo

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Yeshe Tsogyal descrive se stessa.

headerDite alla gente che questa figlia del Tibet, questa detestabile zitella,

ora è la Regina dell’essere assoluto e vuoto, Kunzang.

Dite loro che questa donna, senza limiti in quanto a inganno e presunzione

è riuscita nel suo ultimo inganno ed è andata nel sud-ovest.

Dite loro che questa donna passionale, ripetutamente caduta nel suo labirinto di intrighi,

grazie agli intrighi è svanita nella sfera dello spazio interno.

Dite loro che questa vedova del Tibet, rifiutata dai tibetani,

ha catturato lo stato di Buddhità.

Poi si librò in una sfera di luce accecante e svanì.

(La Danzatrice del Cielo – Keith Dowman)


L’addio tra Padmasambhava e Yeshe Tsogyal.

Non potendo sopportare la sua partenza, gridai: ‘Guru Rinpoche! Unico esempio di Buddha!

Tu non hai pietà! Perché mi torturi così? Ahimè!’.

E implorandolo di ritornare, gemevo e mi lamentavo, prostrandomi in continuazione. Allora egli si voltò un’ultima volta e mi diede il suo primo testamento e  svanì nuovamente nei campi di luce pulsante verso sud ovest.

E di nuovo mi gettai a terra, mi strappai i capelli, mi graffiai il viso, contorcendomi e rivoltandomi e rotolandomi come un bambino lo supplicai:

‘Ahimè Signore di Orgyen, abbandonerai il Tibet nel vuoto? Allontanerai la luce della tua Compassione?

Lascerai che l’insegnamento del Buddha si estingua? Rifiuterai senza vergogna i tibetani?

Lascerai la tua Tsogyel senza rifugio?

Abbi compassione! Guardami!’, e continuai a piangere e gemere finchè la sua voce disincarnata mi rispose con un timbro chiaro e mi diede il suo secondo testamento.

Di nuovo mi scagliai sulle rocce, mi strappai pezzi di carne e mi tagliai le vene, offrendogli la carne e il sangue come ganacakra, e con una preghiera di fervore e tormento invocai il mio Guru:

”Ahimè! ahimè! Fonte di Compassione!

Oggi tutto il Tibet ha incontrato il suo inesorabile destino!

Ogni essere ha le sue felicità e i suoi dolori

ma oggi la vera sofferenza si è abbattuta su di me.

Ahimè, mostra subito la tua compassione!

Ti prego di non abbandonarmi!’

Nella luce crepuscolare mi svegliai come in un sogno

e ricordandomi il Guru circondato dalle sue Dakini, e fortemente agitata,

con gli occhi traboccanti di lacrime, desiderando fortemente il mio Guru,

cantai questo canto con una triste lamentosa melodia:

Ahimè Venerabile Orgyen Rinpoche,

unico padre e protettore del Tibet,

ora sei andato a Khandro Ling

e il Tibet è rimasto vuoto.

Anche se in realtà non c’è andare né venire,

oggi sei partito per il regno di Orgyen.

Dietro ogni uomo e ogni dio è tramontato un sole.

Chi riscalderà coloro che sono nudi e senza vestiti?

Dopo che ebbi così pregato, apparve un cofanetto di luce non più grande di una falange.

All’interno vi trovai la terza eredità del paranirvana del Guru e subito acquisii una forte sicurezza.

Il covo delle speranze e delle paure,

nascosto profondamente dentro di me, fu distrutto;

i tormenti della confusione emotiva si placarono;

 e nacque in me l’intuizione della natura immanente ed eterna del Lama.

(La Danzatrice del Cielo – Keith Dowman)

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Consigli di Yeshe Tsogyal a Sera Khandro.

Ascolta colui che ha tracce karmiche di buona fortuna! Non essere triste per la terra illusoria. Resta unita al luogo sicuro della consapevolezza immutevole.

Felicità e sofferenza sono come una città di sogno. Non indebolire la tua capacità di mantenere consapevolezza e vuoto .

Questo corpo cavo e illusorio deve affidarsi su un consorte per rafforzare beatitudine e vuoto, Con il potere delle preghiere del Nato dal Loto pian piano incontrerai consorti e portatori del Dharma

Quando il tempo del karma e delle preghiere si riunisce sottometterai con facilità i 5 campi di discepoli.

Con un gancio di ferro, richiamerai il nobile consorte del metodo che ti conduce alla quintessenza dei precetti esoterici.

La lama della conoscenza oltre l’ego taglia gli otto dharma mondani che si oppongono al dharma.

Possano le spie demoniache che si attaccano alla dualità ottenere la realizzazione del Corpo di Verità non duale.

Realizza che tutte le onde mentali di felicità e sofferenza sono consapevolezza vuota e luminosa.

Tu con le tracce karmiche di essere messagera delle Dakini – anche se non vuoi, beneficerai gli esseri senzienti.

Come un gioiello prezioso, è impossibile che sarai intaccata da punti di vista inferiori e negativi.

Come gocce d’acqua che fuoriescono da terra inaridita, spontaneamente porterai a compimento i due propositi. Finchè al mondo ci saranno tuoi discepoli, si innalzeranno intensamente voti e aspirazioni.

Fino ai venti anni, mantieni questo segreto. Abbandona il piacere di uomini ordinari. Beneficia gli esseri con forma e senza forma, con l’aiuto di sostanze di buon auspicio.

Non rompere il sigillo del profondo Tesoro. Da ora in avanti, se fai affidamento sulla connessione essenziale, è sicuro che otterrai il gioiello dei due benefici.

– Detto ciò, Yeshe Tsogyal mi diede un cranio colmo di birra e disse: ‘Bevi questo senza lasciarne una goccia, poiché è la sostanza di realizzazione della Dakini; è sicuro che senza eccezione , conoscerai tutto ciò che c’è da conoscere’.

 


Meditazione e ascesi di Yeshe Tsogyal.

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All’inizio vissi in una caverna nascosta in un angolo della Sala di Assemblea di Tidro. I benefattori locali mi rifornivano generosamente di viveri. Qui mi applicai diligentemente al metodo di realizzazione dell’aspetto pacifico di Guru Pema Jungne nella sua realtà incondizionata. Dopo un breve periodo di meditazione il mio corpo assunse un aspetto divino e la divinità Ydam si manifestò visibilmente. Percependo i miei nervi psichici e i flussi di energia come il mandala delle Dakini, realizzavo spontaneamente qualsiasi pratica di meditazione intraprendessi. Con il potere della benedizione del Lama, il seme-essenza, la natura della mente, si manifestò in una forma danzante del Lama, e tutti i fenomeni apparvero come pure terre del Lama. Contemporaneamente al sorgere spontaneo della devozione e del rispetto genuino, al di là del dualismo, verso il Lama, il mandala esterno iniziò a sbocciare nei colori iridescenti e i Buddha Eroici e le Dakini brillarono nelle mie sfere sensoriali.

Mentre avevo questa pura visione giunsi in una terra chiamata Orgyen Khandro Ling, la Terra delle Dakini. Qui gli alberi da frutta erano come rasoi, la terra era coperta di carne, le montagne erano cumuli di scheletri e e le zolle di terra e i sassi erano frammenti di ossa. Al centro di questo mandala c’era un immenso palazzo fatto di teschi e di teste fresche e secche e i soffitti e le tende erano di pelle umana. Il palazzo era circondato da un anello di vulcani, una muraglia di vajra, un recinto di fulmini, un cerchio di otto cimiteri e un muro esterno di loti bellissimi, per un raggio di centinaia di migliaia di leghe. All’interno di questo perimetro c’erano stormi di uccelli che mangiavano carne e bevevano sangue, poi gruppi di demoni malvagi sia maschi che femmine e altri esseri crudeli mi circondavano guardandomi con sguardi truci e minacciosi, ma poi si comportarono verso di me in modo nè ostile nè amichevole.

Entrai nel palazzo e attraversate tre porte consecutive, vidi molte Dakini in forma umana che portavano diverse offerte alla Dakini principale. Alcune tagliavano dai loro corpi e disponendoli come offerta ganacakra, le rendevano omaggio. Altre facevano scorrere il loro sangue dalle vene, si cavavano gli occhi, si tagliavano il naso, la lingua o le orecchie, si tagliavano il cuore o i polmoni, il fegato, la milza o reni e offrivano la loro carne e il loro sangue, o il midollo e i loro fluidi, o la forza vitale o il respiro e alcune tagliavano a pezzi le proprie teste e i propri arti. Dopo aver tagliato e preparato le offerte, le offrirono alla Dakini principale che le benedì e le distribuì come simboli di fede.

”Perchè vi tormentate in questo modo?”, chiesi loro. ”Se vi private della vostra vita come potete raggiungere la meta della via del Buddha?”.

Esse risposero:

O donna dalla mente che indugia,

il Lama realizzato, il vero Lama,

all’istante concede la sua compassione,

rimandando l’offerta di ciò che gli fa piacere,

si perde il merito:

indugia e gli ostacoli si moltiplicheranno.

La tua percezione della verità suprema è istantanea,

veloce come un lampo di fede genuina;

perciò se non offri la Consapevolezza nel momento in cui sorge,

rimandando il merito si perde:

indugia e gli impedimenti e gli ostacoli si moltiplicheranno.

Poichè abbiamo ottenuto questo corpo per un attimo,

c’è solo un attimo per celebrare la via;

trascurando l’offerta di questo corpo propizio mentre lo si possiede,

rimandando, gli impedimenti e gli ostacoli si moltiplicheranno.

Il Maestro appare solo per un istante,

perciò c’è solo un istante per attraversare la porta dei misteri;

se non si offre l’insegnamento nel momento in cui lo si possiede,

rimandando, gli impedimenti e gli ostacoli si moltiplicheranno.

Udendo ciò provai vergogna.

Contemporaneamente alla dedica dei meriti delle offerte, di fronte a ciascuna delle Dakini devote apparve una Vajra Yogini che con uno schiocco di dita si dissolse e tutto tornò come prima. Quindi ognuna delle Dakini chiese insegnamenti alla Dakini principale, prima di assorbirsi in meditazione. Così i periodi di offerta e di meditazione si ripetevano dodici volte al giorno. A ognuna delle porte della sala di meditazione c’era un custode; al centro del mandala c’era Vajra Yogini in una fiamma di luce così intensa che a stento riuscivo a guardarla.

Quando Guru Rinpoche tornò a farmi visita gli descrissi le varie visioni di cui avevo avuto esperienza. ”Voglio praticare questo genere di ascesi”, gli dissi. ”Ti prego di accettare il mio voto di intraprendere tali sacrifici”.

”Ciò che hai visto era soltanto simbolico” rispose Guru Rinpoche. ”Non è necessario che tu offra realmente la tua carne. Piuttosto, dedicati alle seguenti pratiche ascetiche”.

Ascoltami, dea Tsogyelma;

ascolta attentamente, donna incantevole!

Coloro che posseggono questo corpo umano, prezioso come oro,

e praticano la meditazione troveranno sempre sostentamento,

mentre chi ignora la meditazione sarà sempre affamato

e non avendo saputo cogliere l’occasione morirà di fame.

E’ vantaggioso osservare il voto di dedicarsi a queste otto importanti pratiche ascetiche.

Pratica l’ascesi della dieta: nutriti di sostanze minerali,

estrai le essenze dalle piante medicinali come nettare e infine sussisti di aria.

Pratica l’ascesi del vestire: indossa un vestito di cotone, poi soltanto ornamenti di osso.

E infine vivi nuda, affidandoti al calore mistico.

Pratica l’ascesi della voce: esegui le recitazioni e le visualizzazioni;

canta preghiere, canti e liturgie, e pratica il mantra e la respirazione,

e infine resta muta, abbandona tutto l’inutile parlare.

Pratica l’ascesi del corpo: compi prostrazioni e circumambulazioni,

lo yoga fisico, e la posizione del loto quando fai una meditazione formale.

Pratica l’ascesi della mente: sviluppa i processi di creazione e di compimento,

coltiva il seme-essenza del vuoto piacere e dimora nel samdhi dell’unione.

Pratica l’ascesi dell’insegnamento: sorreggi la torcia della dottrina del Buddha,

sostieni la tradizione, perfeziona le tecniche per aiutare gli esseri,

e coltiva l’abilità nel discorso, nel dibattito e nella composizione.

Pratica l’ascesi della compassione: ama gli altri più di te stessa.

Tratta gli aggrssori come tuoi figli e considera alla pari oro e escrementi.

Pratica l’ascesi della benevolenza: senza riguardo per il corpo o la vita,

coltiva l’aspirazione mahayana di aiutare gli altri disinteressatamente.

Se pratichi queste ascesi diventerai una con il Buddha e il suo insegnamento;

otterrai l’isuperabile e miracoloso puro piacere.

Se abbandonerai queste pratiche per seguire un’ascesi di automutilazione

sarai uguale a ordinari fanatici e estremisti.

Figlia di Karchen, prendi a cuore quanto ti raccomando!

Allora feci voto di praticare queste otto pratiche ascetiche descritte dal Guru.

(La Danzatrice del Cielo. Keith Dowman. Ed. Ubaldini).


Yeshe Tsogyal.

‘Tutti i fenomeni sono solo magie della mente;
non c’è nulla da temere nello spazio interno.
Tutto ciò non è che la naturale luminosità della chiara luce;
non c’è motivo di reagire.
Poichè tutte le attività sono un mio ornamento
… devo restare assorta in muta meditazione’

Yeshe Tsogyal.